Le ondate di calore che stanno interessando diverse aree dell'Europa aumentano il rischio di eventi avversi per la salute, in particolare tra anziani, persone con patologie croniche, lavoratori esposti e soggetti fragili. È quanto emerge da un'analisi pubblicata da Reuters che raccoglie le indicazioni di esperti e organizzazioni sanitarie internazionali sugli effetti delle temperature estreme.
Secondo gli esperti, il caldo può provocare condizioni di diversa gravità. La più frequente è l'esaurimento da calore, caratterizzato da sintomi quali vertigini, cefalea, tremori e sete intensa. Nella maggior parte dei casi la situazione si risolve se la persona riesce a raffreddarsi entro circa 30 minuti.
Più grave è il colpo di calore, che si verifica quando la temperatura corporea supera i 40,6 °C. Si tratta di un'emergenza medica che può determinare danni permanenti agli organi e risultare fatale. Tra i sintomi segnalati figurano respirazione accelerata, stato confusionale, convulsioni e nausea.
Le categorie maggiormente esposte comprendono neonati, anziani, persone senza dimora e lavoratori che svolgono attività fisica all'aperto o in ambienti particolarmente caldi. Anche patologie preesistenti, tra cui malattie cardiovascolari, respiratorie e diabete, possono aumentare la vulnerabilità agli effetti delle alte temperature e peggiorare durante le ondate di calore.
Reuters cita uno studio pubblicato su The Lancet nel 2021 che stima in poco meno di 500.000 i decessi annui attribuibili al caldo eccessivo a livello globale. Un'altra ricerca condotta in 854 città europee ha stimato che il cambiamento climatico sia stato responsabile del 68% dei circa 24.400 decessi associati al caldo registrati nel 2025, con temperature aumentate fino a 3,6 °C.
Tra gli effetti meno noti associati alle temperature elevate figurano anche il rischio di parto prematuro e di basso peso alla nascita. Gli esperti segnalano inoltre i possibili effetti dell'inquinamento atmosferico e del fumo prodotto dagli incendi boschivi, che possono contribuire a infiammazione e danno tissutale.
Secondo gli specialisti, il rischio di mortalità è spesso maggiore nelle prime ondate di calore stagionali, quando l'organismo non ha ancora completato i processi di adattamento alle temperature elevate. Anche il contesto geografico riveste un ruolo importante, con rischi più elevati nelle aree meno abituate a condizioni climatiche estreme.
Gli esperti raccomandano di adottare misure preventive, tra cui pause più frequenti per chi lavora all'aperto, adeguata idratazione e monitoraggio delle persone anziane e isolate. Il colpo di calore, sottolineano, richiede sempre un intervento medico immediato.