L'immunoterapia ha modificato la storia naturale di numerosi tumori, ma la nuova sfida è comprendere i meccanismi con cui le neoplasie sfuggono al sistema immunitario e sviluppano resistenza ai trattamenti. È il messaggio lanciato da Alberto Mantovani, presidente della Fondazione Humanitas per la Ricerca e professore emerito di Humanitas University, durante un evento dedicato al valore dell'immunoterapia promosso a Milano da AstraZeneca. In Italia, ha ricordato, tra il 2007 e il 2019 sono state evitate quasi 270.000 morti per tumore e oggi circa la metà delle persone che ricevono una diagnosi di cancro è destinata ad avere un'aspettativa di vita sovrapponibile a quella della popolazione generale.
Secondo Mantovani, questi risultati sono il frutto della cosiddetta "immunorevolution", la rivoluzione dell'immunologia applicata all'oncologia, che dall'inizio degli anni Duemila ha cambiato il modo di interpretare e trattare il cancro. "Il sistema immunitario può essere paragonato a un'orchestra straordinaria ed estremamente complicata, costituita da almeno 4.000 miliardi di diverse componenti. Non conosciamo tutti gli orchestrali, gli strumenti e gli spartiti dell'orchestra immunologica. Ma ogni passo avanti in questa comprensione si traduce in benefici per i pazienti", ha affermato.
Il ricercatore ha ricordato come il cambio di paradigma sia coinciso con una nuova visione della malattia oncologica. "All'inizio del nuovo Millennio abbiamo assistito a un cambio di paradigma, che ha portato a una nuova visione del cancro, non più come malattia centrata solo sulla cellula tumorale, ma caratterizzata anche dal microambiente, cioè dalla nicchia ecologica in cui si sviluppa la neoplasia". Da questa evoluzione sono nate le terapie basate sull'inibizione dei checkpoint immunitari, che hanno modificato la storia naturale di diverse neoplasie.
La ricerca guarda ora a una nuova fase. "Il cancro ha la capacità di ingannare e disorientare le cellule del sistema immunitario, sviluppando strategie di evasione e innescando risposte infiammatorie inappropriate. Ecco perché la ricerca contro i tumori è una strada in salita. La migliore comprensione dei meccanismi di evasione e resistenza consentirà di salvare più vite", ha sottolineato Mantovani.
Tra le prospettive indicate figurano lo sviluppo di vaccini terapeutici basati sulle tecnologie degli acidi nucleici, che potrebbero affiancare i vaccini già disponibili contro il virus dell'epatite B e il papillomavirus umano, e l'estensione delle terapie cellulari CAR-T ai tumori solidi, dopo i risultati ottenuti nelle neoplasie ematologiche.
Mantovani ha infine richiamato l'importanza di continuare a sostenere la ricerca oncologica italiana. Secondo il presidente della Fondazione Humanitas per la Ricerca, gli studi condotti nel nostro Paese hanno contribuito a modificare la pratica clinica in diverse neoplasie e rappresentano una risorsa da valorizzare anche alla luce dei nuovi equilibri geopolitici, che potrebbero influenzare il futuro delle sperimentazioni cliniche.