Mentre ai tavoli tecnici ARAN proseguono i lavori per il rinnovo del CCNL Comparto Sanità 2025/2027, Nursing Up richiama l'attenzione su una priorità che il sindacato giudica non più rinviabile: il riconoscimento contrattuale dell'Infermiere di Famiglia e Comunità (IFoC). Nel corso dell'incontro odierno si è discusso anche dell'introduzione di nuove qualifiche non sanitarie nell'ordinamento contrattuale (autisti soccorritori, assistenti di studio odontoiatrico, mediatori culturali e altre figure) un punto che il sindacato non contesta nel merito, ma nella sequenza.
Per Nursing Up la domanda è diretta: come può il sistema discutere nuove qualifiche non sanitarie se non ha ancora definito un inquadramento chiaro per la figura infermieristica chiamata a sostenere la riforma territoriale? L'Infermiere di Famiglia e Comunità, sottolinea il sindacato, non è un infermiere generalista "spostato" sul territorio, ma il professionista che gestisce cronicità, fragilità, prevenzione, educazione sanitaria, continuità assistenziale e raccordo tra cittadini, famiglie, servizi territoriali e strutture sanitarie.
Il DM 77 prevede almeno un IFoC ogni 3.000 abitanti, per un fabbisogno stimato di circa 20.000 professionisti a livello nazionale. A fronte di responsabilità di questa portata, manca tuttavia una struttura contrattuale solida, coerente e moderna.
Secondo Nursing Up, il vero paradosso è questo: il PNRR chiede di costruire la sanità di prossimità, ma la figura che dovrebbe renderla concreta resta sospesa tra definizioni ambigue, incarichi provvisori e mancata valorizzazione economica e professionale. Il sindacato osserva che altri Paesi europei hanno già investito da anni su figure infermieristiche specializzate nell'assistenza territoriale, mentre l'Italia continua a procedere con annunci, soluzioni tampone e formule contrattuali insufficienti. Per Nursing Up non si può parlare di Case della Comunità, presa in carico, cronicità e assistenza di prossimità lasciando l'Infermiere di Famiglia e Comunità all'interno del contenitore generico dell'infermiere generalista.
Nursing Up chiede un cambio di passo articolato su più fronti: un inquadramento specifico per la figura dell'Infermiere di Famiglia e Comunità; l'accesso all'Area di Elevata Qualificazione per i professionisti in possesso di laurea di primo livello (o titolo equipollente) e master specialistico dedicato; un percorso contrattuale coerente per le nuove figure specialistiche formate attraverso le Lauree Magistrali a indirizzo clinico, per le quali il sindacato continua a ritenere necessario l'inserimento nell'area contrattuale della dirigenza delle professioni sanitarie.
Il sindacato chiede inoltre che vengano valorizzati gli infermieri che, pur senza ulteriori titoli specialistici, hanno già svolto sul campo funzioni riconducibili all'Infermiere di Famiglia e Comunità, spesso in contesti organizzativi disomogenei e senza adeguato riconoscimento professionale ed economico.
Il sindacato sintetizza così la propria posizione: la sanità territoriale non si costruisce inventando nuove etichette, né scaricando nuove responsabilità sugli infermieri senza riconoscerne competenze, responsabilità e valore professionale. Se l'Infermiere di Famiglia e Comunità è davvero uno dei pilastri della riforma, deve avere un contratto all'altezza della sua funzione. Per Nursing Up, il rilancio della sanità territoriale non può attendere e non può cominciare dimenticando proprio chi dovrà farla vivere ogni giorno accanto ai cittadini.