Pierino Di Silverio, dirigente medico dell’Azienda Ospedaliera Monaldi di Napoli, è stato confermato segretario nazionale di Anaao Assomed per il mandato 2026-2030. La conferma è arrivata al termine del 26° Congresso nazionale del sindacato, che si è svolto a Roma e ha riunito delegati provenienti da tutta Italia.
Nel discorso successivo all’elezione, Di Silverio ha indicato tre direttrici di riforma che, secondo il sindacato, dovranno caratterizzare il dibattito sul futuro del Servizio sanitario nazionale nei prossimi anni.
La prima riguarda il superamento dell’attuale modello di governance e aziendalizzazione introdotto dal decreto legislativo 502 del 1992. Secondo Anaao Assomed, a oltre trent’anni dalla riforma è necessario ripensare un sistema che negli anni avrebbe progressivamente privilegiato aspetti economici e produttivi, riducendo gli spazi di autonomia professionale e di governo clinico.
Il secondo ambito riguarda il rapporto tra università e Servizio sanitario nazionale. Il sindacato propone una ridefinizione dei ruoli e dei percorsi formativi, con l’obiettivo di superare quelle che definisce sovrapposizioni e ambiguità presenti nell’attuale assetto.
Il terzo asse di intervento riguarda l’organizzazione dell’assistenza ospedaliera e territoriale delineata dai decreti ministeriali 70 e 77. Per Anaao, ospedale e territorio devono operare come parti integrate di un unico percorso assistenziale, sostenuto da adeguati investimenti, disponibilità di personale e una programmazione coerente.
«Dobbiamo costruire un sistema in cui chi entra in ospedale voglia restarci», ha dichiarato Di Silverio. «Il Servizio sanitario nazionale continua a reggere grazie al lavoro quotidiano dei professionisti. Ma non possiamo pensare che questa tenuta sia infinita. Deve diventare sostenibile investendo nelle persone, valorizzandole e offrendo loro prospettive di crescita e riconoscimento».
Nel corso dei lavori congressuali sono stati affrontati anche i temi del contratto di lavoro della dirigenza medica e sanitaria, della formazione, della responsabilità professionale, dell’attrattività delle carriere nel Servizio sanitario nazionale e della governance del sistema.
Secondo il segretario nazionale confermato, il futuro del Ssn passa dalla capacità di trattenere competenze, valorizzare il merito e garantire autonomia professionale. «Il Servizio sanitario nazionale non si eredita. Si costruisce ogni giorno, con il lavoro dei professionisti, con il coraggio delle istituzioni e con le scelte giuste», ha affermato.