La riforma della responsabilità professionale, il rafforzamento della formazione specialistica e il reclutamento dei giovani medici rappresentano le tre priorità indicate da Anaao Assomed in occasione del 26° Congresso nazionale del sindacato, in corso a Roma. Secondo l'organizzazione sindacale, si tratta di interventi necessari per affrontare la carenza di personale e migliorare la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale.
Sul fronte della responsabilità professionale, Anaao sostiene la necessità di superare quella che definisce una crescente diffusione della medicina difensiva. Nel documento congressuale il sindacato richiama l'aumento delle aggressioni agli operatori sanitari, il deterioramento del rapporto medico-paziente e il coinvolgimento di migliaia di professionisti in procedimenti giudiziari. Secondo i dati dell'Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie, nel 2025 si sono registrate quasi 18.000 aggressioni e oltre 23.000 operatori coinvolti.
Tra le proposte avanzate figurano la limitazione della responsabilità penale ai casi di colpa grave, una valutazione della condotta professionale che tenga conto del contesto organizzativo, il rafforzamento dei sistemi di gestione del rischio clinico e misure di sostegno per i professionisti coinvolti in eventi avversi. Il documento introduce inoltre il tema della cosiddetta "seconda vittima", riferito agli effetti psicologici e professionali che possono colpire gli operatori sanitari dopo un evento avverso.
Un secondo capitolo riguarda il personale medico. Uno studio presentato da Anaao Assomed e Anaao Giovani stima che nei primi sette anni di applicazione del Decreto Calabria siano entrati nel Servizio sanitario nazionale 9.889 medici. L'analisi, basata su dati ONAOSI, Almalaurea e Conto annuale del Tesoro, evidenzia che nel 2023 i professionisti assunti attraverso questo canale hanno rappresentato il 32,9% delle assunzioni complessive, quota scesa al 30,9% nel 2024 e al 26,1% nel 2025.
Secondo Anaao, quasi un medico su tre assunto negli ultimi anni nel Ssn è entrato grazie alle disposizioni che consentono l'assunzione degli specializzandi durante il percorso formativo. Lo studio segnala tuttavia la persistenza di differenze territoriali e organizzative nell'utilizzo di questi professionisti e una limitata integrazione tra sistema universitario e sistema ospedaliero.
Il terzo tema affrontato dal congresso riguarda la formazione specialistica. Per il sindacato non è sufficiente aumentare il numero degli iscritti ai corsi di Medicina se non viene rafforzata l'intera filiera formativa. Anaao propone una maggiore integrazione tra università e ospedali, l'introduzione di un contratto di formazione-lavoro inserito nel perimetro del contratto nazionale, tutele omogenee per malattia e maternità, contribuzione piena, responsabilità progressive supervisionate e sistemi di accreditamento basati sulla qualità delle reti formative.
Secondo il sindacato, la crisi di attrattività di alcune specialità, la fuga verso il settore privato o verso l'estero e la difficoltà di coprire i posti nei concorsi pubblici sono segnali di un sistema che necessita di interventi strutturali. "La formazione non può essere separata dall'organizzazione del Ssn: deve diventare una leva strategica del sistema sanitario pubblico", si legge nel documento congressuale.