Una struttura sanitaria privata, operante in regime di accreditamento, ha erogato prestazioni eccedenti il budget programmato per gli anni 2002 e 2007. Nonostante l'azienda sanitaria pubblica avesse formalmente disconosciuto il debito e comunicato la non accettazione della cessione, la clinica ha trasferito tali crediti a una società terza. Nel contratto di cessione, la struttura ha falsamente dichiarato che i crediti erano certi, liquidi ed esigibili, assicurando che nessuna eccezione potesse essere opposta dal debitore. Grazie a queste dichiarazioni e attraverso una procedura esecutiva, la società cessionaria ha ottenuto il pagamento forzoso di oltre un milione di euro dalle casse pubbliche. La condotta è stata qualificata come dolosa poiché volta a percepire somme per prestazioni "extra budget" non autorizzate, eludendo le verifiche amministrative. È stato stabilito che il regime di accreditamento inserisce stabilmente il privato nell'organizzazione pubblica, rendendolo soggetto alla giurisdizione contabile anche nella fase esecutiva del rapporto. L'esito finale conferma la responsabilità della struttura per danno erariale. (avv. Ennio Grassini - www.dirittosanitario.net)