A pochi giorni dalla scadenza del 30 giugno fissata dal Pnrr per il completamento della rete territoriale e delle Case della Comunità, il sindacato Nursing Up richiama l'attenzione sul ruolo degli Infermieri di Famiglia e Comunità (IFeC) e chiede un riconoscimento professionale e contrattuale specifico nell'ambito del rinnovo del CCNL Comparto Sanità 2025-2027.
Secondo il sindacato, l'Infermiere di Famiglia e Comunità rappresenta una delle figure centrali del nuovo modello di assistenza territoriale delineato dal DM 77/2022. La normativa individua infatti questa figura come riferimento per la presa in carico continuativa dei cittadini sul territorio, prevedendo uno standard di un professionista ogni 3.000 abitanti, per un fabbisogno stimato di circa 20.000 infermieri a livello nazionale.
Per Antonio De Palma, presidente di Nursing Up, il percorso di valorizzazione professionale non è però ancora stato completato. «Mentre molti Paesi europei hanno costruito la sanità territoriale partendo dalla valorizzazione delle competenze infermieristiche avanzate, in Italia continuiamo a discutere di modelli organizzativi senza aver ancora risolto il nodo della piena valorizzazione della figura che dovrebbe rappresentare uno dei cardini della riforma», afferma.
Nel comunicato il sindacato richiama le esperienze di altri Paesi europei, sottolineando come in Spagna l'infermieristica familiare e di comunità sia riconosciuta come specialità professionale, mentre in Finlandia e nel Regno Unito le figure infermieristiche dedicate alle cure di prossimità rappresentano da tempo una componente strutturale dell'assistenza territoriale.
Nursing Up collega il tema anche all'evoluzione dei bisogni assistenziali della popolazione. Secondo il sindacato, oltre 12,8 milioni di italiani convivono con forme di multicronicità e più di 7 milioni presentano contemporaneamente multimorbilità e limitazioni funzionali, una situazione che richiede modelli di assistenza orientati alla prossimità e alla continuità delle cure.
In vista del rinnovo contrattuale, Nursing Up annuncia l'intenzione di presentare una proposta specifica all'Aran. «Porteremo formalmente al tavolo negoziale la richiesta di un inquadramento coerente con le competenze e le responsabilità esercitate dagli Infermieri di Famiglia e Comunità», dichiara De Palma. Il sindacato propone l'accesso all'area della dirigenza per le nuove lauree magistrali cliniche, comprese quelle dedicate alle cure primarie e all'infermieristica di famiglia e comunità, e il riconoscimento nell'Area di Elevata Qualificazione per gli infermieri in possesso di laurea di primo livello, titoli equipollenti e master che svolgono tali funzioni.
«Continuare a considerare questi professionisti come semplici infermieri generalisti ai quali affidare un incarico rappresenterebbe un errore strategico che rischia di indebolire la riforma della sanità territoriale», conclude De Palma.