L’intelligenza artificiale deve restare uno strumento al servizio del medico e non sostituire il pensiero critico e la relazione di cura. È il messaggio lanciato dalla FNOMCeO dopo la pubblicazione dell’enciclica “Magnifica Humanitas” di Papa Leone XIV.
“Definire ‘Magnifica Humanitas’ un’enciclica sull’intelligenza artificiale è riduttivo: è una riflessione lucida e profonda sulla dignità dell’uomo e sul significato stesso dell’essere, e del restare, umani”, afferma Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri.
Secondo Anelli, il documento rappresenta “una guida preziosa non solo per chi crede in Dio, ma per tutti coloro che credono nella bellezza e nei valori dell’umanità e di una civiltà che si misura dalla cura e non dalla potenza”.
Nel commentare l’enciclica, il presidente FNOMCeO richiama il Codice di deontologia medica, sottolineando come i principi espressi dal Papa richiamino il dovere del medico di tutelare “la vita, la salute psico-fisica, il trattamento del dolore e il sollievo della sofferenza, nel rispetto della libertà e della dignità della persona”.
“In quest’ottica, l’intelligenza artificiale è strumento nelle mani dell’uomo, orientato al bene della collettività, e non sostituto della sua opera e surrogato del suo ingegno”, aggiunge Anelli.
Nel testo viene inoltre evidenziato il rischio di delegare agli algoritmi il pensiero critico e le relazioni umane. “È urgente rafforzare la libertà interiore di ciascuno e fronteggiare il rischio del controllo sociale derivante dalla raccolta massiva di dati e dall’uso di sistemi algoritmici”, afferma il presidente FNOMCeO.
Anelli richiama anche il tema dell’etica del lavoro, sostenendo che la dignità della persona non possa essere ridotta a produttività o prestazione. “La dignità fondamentale di ogni persona non si acquisisce e non si merita”, sottolinea.
Nel commento all’enciclica viene affrontato anche il tema del transumanesimo e del postumanesimo. Secondo Anelli, il testo di Papa Leone XIV ricorda che “il limite non è un difetto da eliminare, ma una dimensione costitutiva della condizione umana”.
La FNOMCeO evidenzia infine il richiamo alla responsabilità collettiva e alla tutela delle persone più fragili, indicando solidarietà, sussidiarietà e corresponsabilità come principi centrali nell’utilizzo delle nuove tecnologie.