Un paziente ha aggredito un medico e due infermieri al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni di Dio di Torregalli a Firenze nella notte tra il 3 e il 4 maggio 2026. L’episodio ha provocato il ferimento degli operatori sanitari e riaccende il tema della sicurezza nei servizi di emergenza.
Secondo la ricostruzione, l’uomo, 42 anni, si era presentato in ospedale per dolori addominali, è svenuto durante la visita e, una volta ripresi i sensi, ha dato in escandescenze colpendo il personale sanitario e danneggiando alcune attrezzature. È stato necessario sedarlo e successivamente è stato denunciato per lesioni e danneggiamento.
Sull’episodio è intervenuto l’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Firenze, che sottolinea come non si tratti di un caso isolato. “Chi lavora nella sanità non può continuare a svolgere il proprio servizio sotto la minaccia costante di insulti e violenze”, ha dichiarato il presidente Pietro Dattolo, richiamando il rischio di una progressiva assuefazione a questi episodi.
L’Ordine evidenzia che colpire operatori sanitari significa compromettere il funzionamento del servizio sanitario e il diritto alla cura dei cittadini. Secondo Dattolo, la situazione è “ormai una vera emergenza nazionale” e richiede l’applicazione delle norme già esistenti a tutela del personale.
L’episodio si inserisce in un contesto di crescente pressione sui pronto soccorso, dove condizioni di sovraffollamento e tensione possono favorire situazioni di conflitto. Per l’Ordine dei medici, la tutela degli operatori rappresenta una condizione necessaria per garantire la continuità e la sicurezza dell’assistenza.