L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha prequalificato il primo trattamento contro la malaria sviluppato specificamente per neonati e piccoli lattanti con peso compreso tra due e cinque chili. L’annuncio è arrivato in occasione della Giornata mondiale della malaria del 25 aprile. La prequalificazione certifica che il medicinale risponde agli standard internazionali di qualità, sicurezza ed efficacia e ne facilita l’acquisto da parte dei sistemi sanitari pubblici.
Il trattamento appena prequalificato è una formulazione di artemether-lumefantrine, primo antimalarico progettato per i pazienti più piccoli. Finora, riferisce l’OMS, i neonati con malaria venivano trattati con formulazioni destinate a bambini più grandi, con aumento del rischio di errori di dosaggio, effetti indesiderati e tossicità.
Secondo l’agenzia delle Nazioni Unite, la disponibilità del nuovo prodotto potrà contribuire a colmare un vuoto assistenziale che interessa circa 30 milioni di bambini nati ogni anno nelle aree africane endemiche per malaria.
“Per secoli la malaria ha sottratto bambini ai loro genitori e salute, ricchezza e speranza alle comunità”, ha dichiarato Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’OMS. “Oggi la situazione sta cambiando grazie a nuovi vaccini, test diagnostici, zanzariere di nuova generazione e farmaci efficaci, compresi quelli adattati ai più piccoli”.
Accanto al nuovo trattamento, l’OMS ha annunciato anche la prequalificazione, avvenuta il 14 aprile, di tre nuovi test diagnostici rapidi per affrontare criticità emergenti nella diagnosi della malaria. I test più utilizzati per Plasmodium falciparum identificano infatti la proteina HRP2, ma in alcuni ceppi del parassita il gene che la produce risulta assente, con possibili falsi negativi.
Sulla base di studi e indagini condotti in 46 Paesi, l’OMS segnala che nel Corno d’Africa fino all’80% dei casi potrebbe non essere identificato con i test basati su HRP2, con ritardi terapeutici, aggravamento clinico e decessi. I nuovi test rilevano invece una diversa proteina del parassita, pf-LDH, e vengono indicati come alternativa nei contesti in cui oltre il 5% dei casi sfugge ai sistemi tradizionali.
Secondo il World malaria report 2025, nel 2024 si sono registrati nel mondo 282 milioni di casi stimati e 610.000 decessi, in aumento rispetto al 2023. Nonostante il rallentamento dei progressi globali, l’OMS sottolinea che dal 2000 sarebbero state prevenute circa 2,3 miliardi di infezioni e salvate 14 milioni di vite.