La medicina di laboratorio assume un ruolo sempre più centrale nei percorsi clinici integrati, ma il 70% dei professionisti non si sente preparato alle trasformazioni in atto. È quanto emerso durante la II Conferenza Strategica della Società Italiana di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica (SIBioC), svoltosi a Milano il 25 e 26 marzo 2026.
Nel corso dell’incontro, dedicato a innovazione digitale, intelligenza artificiale e sostenibilità dei modelli organizzativi, è stato evidenziato il passaggio da un modello basato sul volume delle prestazioni a uno orientato al valore clinico, con maggiore integrazione tra dati di laboratorio, informazioni cliniche e imaging.
“Il valore della Medicina di Laboratorio risiede nella capacità di contribuire a integrare dati diagnostici, clinici e di imaging, partecipando attivamente alla presa in carico del paziente”, ha dichiarato Sabrina Buoro, presidente SIBioC.
Per la medicina interna, il rafforzamento di questo ruolo si traduce in un supporto più diretto ai processi decisionali, soprattutto nella gestione di pazienti complessi e cronici, dove l’integrazione dei dati rappresenta un elemento chiave per appropriatezza diagnostica e continuità assistenziale.
Tra i temi affrontati, l’impiego dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie multi-omics, insieme all’utilizzo dei dispositivi di Point of Care Testing (POCT), indicati come strumenti per rafforzare l’assistenza territoriale in linea con le indicazioni di AGENAS.
Ampio spazio è stato dedicato anche alla qualità e sicurezza, con riferimento all’accreditamento ISO 15189, e al ruolo delle tecnologie digitali nel migliorare appropriatezza e sostenibilità del Servizio sanitario.
Un altro elemento emerso riguarda il riordino della rete dei laboratori e l’evoluzione verso un’infrastruttura clinica e digitale integrata, interoperabile con i sistemi informativi sanitari.
Secondo i dati presentati dalla società scientifica, circa il 70% dei professionisti dichiara di non sentirsi adeguatamente preparato ad affrontare la riorganizzazione della medicina di laboratorio, mentre quasi la metà segnala difficoltà rispetto all’innovazione tecnologica.
“Il personale sanitario è chiamato a evolvere da esecutore a figura centrale della diagnostica integrata”, ha aggiunto Buoro, sottolineando la necessità di modelli di competenza avanzati e multidisciplinari.
Tra le prospettive di sviluppo, l’impatto dei nuovi LEA 2025, l’integrazione dei test genomici complessi e il ruolo dei Molecular Tumor Board nei percorsi di medicina di precisione.