Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl hanno proclamato uno sciopero nazionale della sanità privata e delle Rsa per il 17 aprile, chiedendo il rinnovo dei contratti e denunciando un divario crescente tra andamento economico del settore e condizioni di lavoro degli operatori.
In una nota unitaria, i segretari generali delle tre organizzazioni sindacali affermano che, a fronte di una crescita dei ricavi e dei margini delle principali realtà della sanità privata, i salari risultano fermi da anni. Secondo quanto riportato, il fatturato complessivo dei principali operatori ha raggiunto nel 2023 i 12,02 miliardi di euro, con un incremento del 15,5% rispetto al 2019, mentre i margini operativi lordi hanno superato 1,1 miliardi di euro.
Le organizzazioni sindacali evidenziano inoltre una differenza retributiva tra personale del privato e del Servizio sanitario nazionale, stimata in circa 500 euro mensili per la figura infermieristica. Una condizione che, secondo i sindacati, favorirebbe lo spostamento di personale verso il settore pubblico, con possibili ripercussioni sulla tenuta dei servizi nelle strutture private accreditate.
Tra le richieste avanzate, il rinnovo immediato dei contratti e l’introduzione di criteri più stringenti per l’accreditamento delle strutture, con il vincolo al rispetto dei contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni maggiormente rappresentative.
I sindacati chiedono inoltre un intervento del Ministero della Salute e della Conferenza delle Regioni per collegare l’utilizzo delle risorse pubbliche al rispetto delle condizioni contrattuali, indicando come obiettivo il superamento delle attuali criticità nel rapporto tra finanziamento pubblico e gestione privata dei servizi sanitari.
Lo sciopero del 17 aprile, in programma a Roma, coinvolgerà gli operatori delle strutture associate ad Aiop e Aris. Nel comunicato, le organizzazioni sindacali sottolineano che la mobilitazione viene mantenuta anche in relazione alle criticità aperte sul piano contrattuale e organizzativo.