La Federazione Cimo-Fesmed accoglie “con favore” l’avvio della trattativa, ma lancia un avvertimento chiaro: “Non firmeremo contratti al ribasso”, dichiara il presidente Guido Quici. Il sindacato esprime preoccupazione per possibili arretramenti della parte normativa del contratto, in particolare sull’orario di lavoro, legati alla carenza di personale. “Se mancano medici, è necessario rimuovere il tetto alla spesa per il personale e procedere con nuove assunzioni. Il problema del fabbisogno non può ricadere sul contratto di lavoro”, sottolinea Quici, evidenziando come nel 95% delle aziende i contratti 2019-2021 e 2022-2024 non siano ancora pienamente applicati. Cimo-Fesmed porterà al tavolo proposte su punti chiave come la revisione della libera professione e l’introduzione dell’obbligo del 51% di rappresentatività aziendale per la firma dei contratti decentrati, ribadendo la volontà di partecipare al confronto con “senso di responsabilità e spirito costruttivo”, ma senza cedere sulla parte normativa e sui diritti acquisiti.
Il confronto per il rinnovo dei contratti della sanità 2025-2027 prenderà il via all’Aran il 22 aprile alle 11, per il comparto che coinvolge circa 593mila dipendenti. La convocazione segue la chiusura del precedente contratto e arriva due mesi prima dell’apertura ufficiale della trattativa del Ccnl dei dirigenti medici, fissata per il 29 aprile. Anaao Assomed conferma l’impegno a un confronto attento e propositivo. “Non firmeremo un qualsiasi contratto, ma solo ed esclusivamente un contratto innovativo che migliori concretamente le condizioni di lavoro, aldilà degli aspetti economici”, afferma il segretario nazionale Pierino Di Silverio. Tra le priorità indicate, il sindacato punta a un sistema di carriere più veloce e trasparente, al rispetto della conciliazione tra vita e lavoro e al recupero di standard di sicurezza nei luoghi di lavoro ormai compromessi dalla crisi del settore.
Di Silverio sottolinea infine la necessità di un equilibrio tra le esigenze del datore di lavoro e quelle dei lavoratori, condividendo la visione del presidente Aran, Antonio Naddeo: “Dobbiamo costruire un'organizzazione capace di sostenere davvero il cambiamento. Noi siamo pronti e disponibili al confronto, a patto che vengano rispettate le esigenze di tutti”. “Non firmeremo contratti al ribasso e difenderemo i diritti acquisiti”, avverte il presidente di Cimo-Fesmed, mentre Di Silverio, segretario nazionale di Anaao Assomed, ribadisce: “Non firmeremo un qualsiasi contratto, ma solo ed esclusivamente un contratto innovativo che migliori concretamente le condizioni di lavoro”. Entrambi i sindacati annunciano la loro presenza vigile al tavolo di trattativa, sottolineando la necessità di tutele normative, rispetto dei contratti vigenti e riforme sulle carriere e sulla conciliazione tra vita e lavoro. “Se mancano medici, è necessario rimuovere il tetto alla spesa per il personale e procedere con nuove assunzioni – aggiunge Quici – il problema del fabbisogno non può ricadere sul contratto di lavoro”.