Dal 31 marzo 2026 entra nella fase operativa il Fascicolo sanitario elettronico, con l’obbligo per strutture pubbliche e private di aggiornare i dati entro 5 giorni dalla prestazione.
Con la scadenza dell’ultima fase del cronoprogramma del ministero della Salute, il sistema diventa pienamente operativo su tutto il territorio nazionale. Le strutture sono tenute ad alimentare il fascicolo con i contenuti previsti dalla normativa, tra cui referti, verbali di pronto soccorso, lettere di dimissione, prescrizioni specialistiche e farmaceutiche, erogazione di farmaci e vaccinazioni, oltre ad altri documenti clinici.
Il nuovo assetto prevede l’adeguamento ai requisiti del Fascicolo sanitario elettronico 2.0, in termini di interoperabilità e accesso ai dati da parte di strutture, professionisti sanitari e cittadini. L’obiettivo è garantire la disponibilità delle informazioni cliniche e la continuità dell’assistenza anche in contesti diversi da quello di presa in carico.
Per i medici, il fascicolo consente la consultazione della documentazione sanitaria del paziente, favorendo la condivisione delle informazioni cliniche e riducendo la duplicazione di esami e prestazioni.
Secondo i dati del ministero della Salute, il Fascicolo sanitario elettronico è stato utilizzato dal 27% dei cittadini tra luglio e settembre 2025, mentre il 95,2% dei medici di medicina generale e pediatri di libera scelta ha effettuato accessi al sistema. Rimane inferiore al 50% la quota di cittadini che ha espresso il consenso alla consultazione dei propri dati sanitari.