Il Tribunale di Rieti ha accolto il ricorso promosso da Anaao Assomed e ha condannato la Asl Rieti per comportamento antisindacale, legato alla mancata informativa preventiva sulle decisioni aziendali e a una condotta che ha limitato l’attività sindacale. Lo riferisce il sindacato in un comunicato diffuso il 25 marzo 2026.
Secondo quanto riportato da Anaao Assomed, la sentenza afferma alcuni principi relativi al rispetto delle prerogative sindacali e alle modalità di confronto all’interno delle aziende sanitarie. In particolare, il confronto sindacale viene indicato come uno strumento sostanziale di tutela degli interessi professionali delle dirigenti e dei dirigenti, e non come un adempimento formale.
La decisione richiama inoltre l’obbligo per le aziende sanitarie di rispettare le disposizioni del contratto collettivo nazionale in materia di informazione, confronto e partecipazione sindacale, con riferimento anche a temi quali incarichi, graduazione delle posizioni e orario di lavoro. Tra i rilievi indicati dal sindacato, anche l’illegittimità di decisioni adottate senza coinvolgimento preventivo del sindacato o con la convocazione di rappresentanti non più legittimati.
“La decisione del Tribunale di Rieti – dichiarano Pierino Di Silverio, segretario nazionale Anaao Assomed, e Aldo Di Blasi, segretario Anaao Assomed Lazio – riveste un’importanza strategica che va oltre i confini regionali perché può essere un monito per le molte situazioni analoghe che registriamo sul territorio nazionale”.
I rappresentanti del sindacato richiamano anche il ruolo delle Regioni nella gestione delle relazioni sindacali e annunciano che vigileranno sul rispetto delle condizioni indicate dalla sentenza, a partire dalla riapertura del tavolo di confronto con la Asl.