Dal 31 marzo prende il via l’ultimo passaggio operativo del Fascicolo sanitario elettronico (FSE), con l’obiettivo di arrivare a pieno regime entro giugno 2026. Il sistema entra nella fase definitiva, con nuove regole che coinvolgono direttamente medici, strutture sanitarie e professionisti privati.
Entro fine marzo tutte le strutture, pubbliche e private, devono adeguarsi a un formato standard per la trasmissione dei documenti sanitari. I referti dovranno essere caricati in tempi rapidi dalla prestazione, in modo da garantire uniformità e rapidità. Il nuovo assetto estende l’adeguamento anche ai professionisti privati e ai soggetti non accreditati, che dovranno dotarsi di firma digitale e strumenti compatibili per l’invio dei dati al sistema.
Tra le principali novità operative figura il profilo sanitario sintetico (Patient Summary), una sintesi delle informazioni essenziali sullo stato di salute del paziente. Il documento deve essere compilato e aggiornato dal medico di medicina generale e può essere consultato anche in assenza di consenso esplicito in situazioni di emergenza, per consentire interventi tempestivi.
Per i professionisti sanitari, il fascicolo consente l’accesso alla storia clinica del paziente, con la possibilità di ridurre la duplicazione di esami e accelerare gli interventi, soprattutto nelle situazioni urgenti. In ambito di emergenza, la disponibilità di informazioni sintetiche sul paziente, come eventuali patologie croniche o allergie, può supportare decisioni cliniche rapide.
Il nuovo assetto prevede inoltre che tutta la documentazione clinica sia prodotta in un formato standard condiviso, firmata digitalmente e trasmessa ai portali regionali del FSE, con l’obiettivo di garantire interoperabilità dei dati tra i diversi sistemi.
Nonostante il rafforzamento del sistema, l’utilizzo da parte dei cittadini resta ancora limitato: meno della metà degli italiani ha autorizzato i medici a consultare i propri dati sanitari.