Gli Early Warning Score mantengono una buona capacità di predire il rischio di peggioramento clinico nei pazienti ultraottantenni in pronto soccorso, ma con differenze rilevanti tra i diversi strumenti. È quanto emerge da uno studio della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, pubblicato su JAMA Network Open, che ha analizzato 50.645 accessi consecutivi di pazienti di età pari o superiore a 80 anni.
L’analisi ha confrontato cinque sistemi di valutazione clinica rapida – NEWS, NEWS2, MEWS, REMS e IEWS – utilizzati per stimare il rischio di deterioramento clinico nelle prime fasi della valutazione in emergenza. L’endpoint considerato era il ricovero in terapia intensiva o il decesso entro 24 ore dall’arrivo in pronto soccorso, evento che si è verificato nel 2,4% dei casi.
Tutti i punteggi hanno mostrato una capacità predittiva complessivamente buona. Tuttavia, il NEWS ha evidenziato la migliore capacità di discriminare i pazienti più a rischio, mentre il REMS è risultato quello con la migliore calibrazione, cioè con maggiore coerenza tra rischio stimato ed esito reale.
Un elemento rilevante riguarda i pazienti più longevi. Con l’aumentare dell’età, oltre i 90 anni, la capacità predittiva della maggior parte dei punteggi tende a ridursi. Il REMS, invece, ha mostrato prestazioni più stabili e anche migliori nei soggetti con più di 94 anni.
Lo studio ha inoltre individuato alcuni parametri clinici maggiormente associati a un rapido deterioramento nei pazienti più anziani: la necessità di ossigenoterapia, i valori di pressione arteriosa sistolica e il livello di coscienza valutato con la Glasgow Coma Scale.
“Strumenti semplici e rapidamente disponibili, come gli Early Warning Score, possono aiutare i clinici a riconoscere precocemente i pazienti più fragili e a indirizzare tempestivamente le risorse assistenziali”, ha dichiarato Marcello Covino, primo autore dello studio e responsabile della UOS Organizzazione dell’indicazione al ricovero presso la UOC Medicina d’Urgenza e Pronto Soccorso del Gemelli.
Secondo Francesco Franceschi, ordinario di Medicina interna all’Università Cattolica del Sacro Cuore e direttore della UOC Medicina d’Urgenza e Pronto Soccorso, “i risultati sottolineano l’importanza di adattare gli strumenti di triage alla popolazione molto anziana, sempre più rappresentata nei dipartimenti di emergenza”.