L’Azienda ospedaliera dei Colli di Napoli ha trasmesso alla Medicina del lavoro e al Servizio di prevenzione e protezione le segnalazioni ricevute dal personale della sala operatoria dell’Unità operativa complessa di Cardiochirurgia pediatrica e delle cardiopatie congenite dell’ospedale Monaldi, per valutare una possibile correlazione con situazioni di stress lavorativo. Lo comunica la direzione generale dell’azienda in una nota diffusa dopo il tragico evento del 23 dicembre 2025, quando è morto il piccolo Domenico Caliendo a seguito di un trapianto di cuore non riuscito.
Secondo quanto riferito dall’azienda, dopo l’episodio sono pervenute diverse comunicazioni da parte del personale del comparto impegnato nelle attività di sala operatoria, insieme ad alcune richieste di trasferimento presentate da operatori. Tutte le segnalazioni sono state inoltrate agli uffici competenti per le verifiche previste dalla normativa in materia di sicurezza e salute sul lavoro.
La documentazione è stata inoltre trasmessa all’Ufficio procedimenti disciplinari, che – dopo una valutazione complessiva dei fatti e dei comportamenti successivamente tenuti – ha adottato provvedimenti cautelari di sospensione dal servizio e dall’incarico, ritenuti di particolare gravità, differenziando le posizioni dei medici coinvolti.
Gli atti sono stati inviati anche alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli. La direzione generale dell’azienda ospedaliera ha inoltre chiesto al direttore infermieristico di verificare se risultino eventuali ulteriori comunicazioni che non abbiano seguito l’iter previsto dall’organizzazione aziendale, secondo cui ogni dipendente si riferisce al proprio direttore di struttura complessa, che a sua volta si relaziona con il capo dipartimento e con la direzione sanitaria e amministrativa fino al direttore generale.
La nota conclude sottolineando che la comunicazione è stata diffusa «al fine di evitare uno stillicidio di notizie che rischia di delegittimare l’operato di un intero ospedale».