Il Collegio Italiano dei Chirurghi (CIC) chiede un confronto urgente con il ministro dell’Interno sul tema delle aggressioni negli ospedali. La richiesta arriva dopo l’episodio avvenuto nei giorni scorsi all’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli, dove il primario del reparto di Chirurgia generale è stato vittima di un’aggressione.
In un comunicato, il Collegio richiama l’attenzione sul clima di crescente tensione e violenza che interessa le strutture sanitarie italiane e ribadisce la necessità di un intervento istituzionale condiviso per rafforzare la sicurezza degli operatori sanitari.
«La violenza contro medici e chirurghi non è mai accettabile e non può diventare una componente ordinaria del nostro lavoro», afferma Vito Chiantera, presidente del Collegio Italiano dei Chirurghi. «Ogni giorno in sala operatoria si prendono decisioni complesse, spesso decisive per la vita dei pazienti. Operare in un contesto di insicurezza significa indebolire le basi stesse della qualità assistenziale».
Secondo il Collegio, la professione chirurgica attraversa una fase particolarmente delicata, segnata da elevata complessità clinica, carichi di lavoro crescenti e tensioni organizzative. A questo si aggiunge, sottolinea il CIC, una crescente distanza tra la percezione sociale del lavoro medico e la realtà della pratica professionale.
«Una professione che unisce livelli di stress estremi, retribuzioni spesso non adeguate e rischio fisico concreto diventerà sempre meno attrattiva», prosegue Chiantera. «Se i chirurghi perdono motivazione o scelgono di abbandonare, il danno ricade direttamente sui cittadini e sulla sostenibilità del Servizio sanitario».
Per queste ragioni il Collegio annuncia l’intenzione di richiedere un incontro al ministro dell’Interno con l’obiettivo di avviare un confronto istituzionale sulle possibili iniziative per prevenire nuovi episodi di violenza e rafforzare le misure di sicurezza nelle strutture ospedaliere.
Nel comunicato il Collegio richiama infine istituzioni e società civile alla necessità di tutelare chi lavora nel sistema sanitario, sottolineando come la sicurezza degli operatori sia una condizione essenziale per garantire la qualità dell’assistenza ai cittadini.