Ricrescita dei capelli fino al 60-70% in alcuni pazienti pediatrici con alopecia areata grave trattati con un farmaco biologico innovativo. I primi risultati arrivano dall’Ospedale pediatrico Meyer di Firenze, dove il team di dermatologia pediatrica sta monitorando i primi dieci giovani pazienti trattati con ritlecitinib, inibitore delle Janus chinasi (JAK) indicato nei casi più severi della malattia.
L’alopecia areata è una patologia autoimmune caratterizzata dalla perdita a chiazze di capelli e peli corporei e può avere un impatto psicologico significativo, soprattutto in età pediatrica e adolescenziale. Secondo le stime, la condizione colpisce fino al 2% della popolazione generale, con esordio spesso in età giovanile.
Il trattamento utilizzato al Meyer consiste in una terapia mirata che blocca i meccanismi immunitari responsabili della caduta dei capelli. Il farmaco viene assunto per via orale, con una compressa al giorno, e consente di evitare trattamenti più complessi basati su applicazioni topiche estese.
«Stiamo osservando tassi di ricrescita anche del 60-70% alla 36ª settimana di trattamento», spiega Cesare Filippeschi, responsabile della dermatologia dell’Aou Meyer Irccs. «Naturalmente ogni paziente ha una risposta soggettiva e tempi diversi, ma siamo molto soddisfatti e ottimisti. Questa innovazione terapeutica apre nuove prospettive di cura».
L’ospedale fiorentino è stato tra i primi centri in Italia a introdurre il trattamento in ambito pediatrico dopo che il farmaco è diventato rimborsabile nel Servizio sanitario nazionale per i pazienti sopra i dodici anni. I dati disponibili in letteratura indicano tassi di risposta clinica superiori al 40-50% nei casi di alopecia areata grave, con miglioramenti anche nella qualità di vita.
Al Meyer, oltre alla terapia farmacologica, vengono proposti percorsi terapeutici personalizzati che includono il supporto psicologico, con l’obiettivo di ridurre l’impatto emotivo e sociale della malattia nei pazienti più giovani. Secondo i clinici, l’introduzione degli inibitori JAK rappresenta una delle principali innovazioni nella gestione dei casi più gravi e resistenti alle terapie convenzionali.