Le disposizioni del decreto Milleproroghe attualmente all’esame della Camera incidono anche sulla medicina generale, con interventi che spaziano dalla proroga dello scudo penale alla possibilità di trattenere in servizio i medici fino ai 72 anni, fino alla stabilizzazione della ricetta elettronica. A commentare il provvedimento è lo Snami, che evidenzia come le misure confermino criticità ormai strutturali del Servizio sanitario nazionale.
«Le misure contenute nel Milleproroghe sono la fotografia di un sistema che continua a vivere in una dimensione emergenziale. Alcune proroghe sono comprensibili nell’attuale contesto di carenza di personale, ma non possono diventare l’asse portante della politica sanitaria», afferma Angelo Testa, presidente nazionale Snami.
Il sindacato esprime apprezzamento per la proroga dello scudo penale fino al 31 dicembre 2026, con limitazione della responsabilità ai casi di colpa grave in presenza di grave carenza di personale. «Accogliamo con favore la proroga dello scudo penale. È una misura di equilibrio e di civiltà giuridica che tutela i professionisti sanitari che operano in condizioni straordinarie», sottolinea Testa, ribadendo tuttavia che la tutela giuridica deve accompagnarsi a interventi organizzativi più ampi.
Una valutazione analoga riguarda la possibilità di trattenere in servizio, su base volontaria, i medici fino ai 72 anni. Secondo Snami si tratta di una misura che può contribuire a colmare temporaneamente i vuoti di organico, ma che non risolve il problema dell’attrattività della medicina generale per le nuove generazioni. «Senza una riforma della formazione, dei compensi e dell’organizzazione territoriale, il ricambio generazionale continuerà a essere insufficiente», osserva il presidente.
Il sindacato richiama inoltre l’attenzione sulla proroga delle deroghe alle incompatibilità fino al 2027, ritenuta utile per garantire flessibilità nell’impiego dei professionisti ma da inserire in una cornice programmatoria definita. «La flessibilità non può trasformarsi in precarizzazione. La medicina generale è il pilastro delle cure territoriali e va rafforzata in modo strutturale», evidenzia Testa.
Valutazione positiva, infine, per la stabilizzazione della ricetta elettronica, considerata un passaggio ormai consolidato nel processo di digitalizzazione del sistema sanitario. «Bene la stabilizzazione della ricetta elettronica, ma resta indispensabile garantire infrastrutture informatiche efficienti e uniformi su tutto il territorio nazionale», conclude il presidente Snami.
Nel complesso, il sindacato ribadisce la necessità di investimenti strutturali, semplificazione burocratica e valorizzazione professionale della medicina generale, indicando nella programmazione di lungo periodo e nella stabilità normativa le condizioni per assicurare un’assistenza territoriale capillare e continua.