Via libera definitivo alle tre lauree magistrali a indirizzo clinico per gli infermieri. L’annuncio arriva dal ministro della Salute Orazio Schillaci, in un videomessaggio al Consiglio nazionale della Federazione nazionale Ordini professioni infermieristiche, che parla di "importante traguardo" per rilanciare la professione e contrastare la fuga all’estero. "Con decreto invertiamo un trend che per anni ha visto l’Italia formare i migliori infermieri per poi vederli emigrare", afferma il ministro, sottolineando come la carenza infermieristica rappresenti oggi una delle principali criticità del Servizio sanitario nazionale, insieme ad alcune discipline mediche.
L’obiettivo è duplice: restituire attrattività alla professione e rafforzare la qualità dell’assistenza, soprattutto alla luce dell’invecchiamento della popolazione e dell’aumento delle patologie croniche. I nuovi percorsi magistrali si articolano in tre aree strategiche: cure primarie e sanità di comunità, emergenza e terapia intensiva, ambito neonatale e pediatrico. A illustrarne il senso è il ministro dell’Università Anna Maria Bernini, che parla di "passaggio decisivo per formare infermieri sempre più specializzati" e di riconoscimento dell’assistenza infermieristica come "competenza avanzata". Figure nuove, con responsabilità più definite, chiamate a operare in contesti clinici ad alta complessità e a sostenere la medicina di prossimità.
Cosa cambia, in concreto? Con le lauree magistrali cliniche si amplia il perimetro delle competenze avanzate, con maggiore autonomia professionale nei percorsi assistenziali. Tra le novità più discusse c’è la possibilità, prevista nell’ambito delle competenze specialistiche e secondo protocolli definiti, di prescrivere ausili e presidi sanitari. Un ambito finora appannaggio quasi esclusivo della professione medica e che ora viene ridefinito all’interno di un modello più integrato di presa in carico. Dal canto suo, il ministero rivendica una strategia complessiva di valorizzazione delle professioni sanitarie. Schillaci ricorda le misure inserite nelle ultime manovre: aumento dell’indennità di specificità infermieristica, detassazione degli straordinari, risorse per nuove assunzioni e la possibilità, fino al 31 dicembre 2027, per gli infermieri del Ssn di svolgere attività libero-professionale fuori dall’orario di lavoro. "Riformare le competenze di tutti i professionisti che operano nel Ssn è essenziale per una sanità più moderna ed efficiente", afferma il ministro.