"Non è una ricorrenza simbolica, ma il momento in cui l’Italia riconosce il valore di donne e uomini che ogni giorno, con grande competenza e dedizione, assicurano il diritto fondamentale alla salute sancito dalla nostra Costituzione". Con queste parole il ministro della Salute Orazio Schillaci ha aperto le celebrazioni per la VI Giornata nazionale del personale sanitario, sociosanitario, socioassistenziale e del volontariato, intervenendo al convegno promosso dalla Federazione nazionale degli ordini dei medici. L’edizione 2026, ospitata al Conservatorio di Santa Cecilia, è stata accompagnata dallo slogan "Il Valore di chi Cura" e ha rappresentato, nelle parole del ministro, anche un momento di riflessione sul rinnovamento del Servizio sanitario nazionale.
"Oggi è anche un momento di riflessione sul rinnovamento del sistema sanitario che stiamo portando avanti", ha affermato, sottolineando come il Ssn sia chiamato a misurarsi con sfide decisive: invecchiamento della popolazione, crescente complessità dei bisogni assistenziali, innovazione tecnologica e rafforzamento della medicina territoriale. Per vincere queste sfide, ha spiegato, è necessario superare la carenza di personale e intervenire sui percorsi formativi. "Per questo abbiamo avviato un impegnativo percorso di riforme e di rafforzamento strutturale". Un impegno che, secondo Schillaci, trova riscontro anche nell’ultima Legge di Bilancio: "Abbiamo dato un segnale forte di attenzione al personale. Ci sono fondi per nuove assunzioni, per rafforzare gli organici, ridurre il ricorso al precariato, abbattere le liste d’attesa, restituire sostenibilità". Al centro dell’intervento anche il tema della responsabilità professionale. "Non si tratta di sottrarre responsabilità, ma di evitare una medicina difensiva che penalizza pazienti e medici, e di assicurare un equilibrio giusto tra tutela del cittadino e tutela del professionista", ha chiarito il ministro.
Forte la condanna delle aggressioni ai danni degli operatori sanitari. "Le aggressioni al personale rappresentano una ferita per tutta l’Italia. Chi cura non può e non deve avere paura". Il governo, ha ricordato, è intervenuto riportando i presidi di sicurezza all’interno delle strutture sanitarie, potenziando i sistemi di sorveglianza e inasprendo le misure contro gli aggressori. "La sicurezza degli operatori è una condizione imprescindibile per garantire cure di qualità", ha concluso. Nel corso della giornata è intervenuto anche il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli, che ha richiamato il valore etico e relazionale della professione medica. "La medicina non è soltanto applicazione di protocolli o somma di dati: assume il suo significato quando entra in relazione con la singolarità del malato". Anelli ha ricordato i 380 medici e odontoiatri morti a causa della pandemia, tra cui Roberto Stella, primo medico scomparso per Covid-19 in Italia, sottolineando come il 20 febbraio rappresenti "un momento di memoria, riconoscenza e responsabilità". Uno sguardo al futuro è arrivato infine dal presidente dell’Enpam, Alberto Oliveti, che ha invitato a non sottovalutare l’impatto dell’intelligenza artificiale sulla professione e sulla sostenibilità previdenziale: l’AI potrà essere "un grande amplificatore ma mai un sostituto", ma occorre interrogarsi sui possibili effetti sulla redditualità e sui flussi contributivi, mettendo l’innovazione al servizio della protezione sociale.