A sei anni dalla dichiarazione dell’emergenza globale per Covid-19, il mondo è oggi più preparato ad affrontare una nuova pandemia, ma con progressi ancora fragili e non uniformi. È la valutazione dell’Organizzazione mondiale della sanità, diffusa in occasione dell’apertura della 158ª sessione dell’Executive Board.
Secondo l’Oms, dall’esperienza della pandemia sono scaturiti passi avanti significativi nella prevenzione, preparazione e risposta alle emergenze sanitarie. Tra questi, l’adozione nel maggio 2025 dell’Accordo pandemico Oms, che definisce un approccio globale alla preparazione alle pandemi e all’equità, e l’entrata in vigore nel settembre 2025 degli emendamenti al Regolamento sanitario internazionale, volti a rafforzare le capacità nazionali. È inoltre in corso il negoziato sul sistema di accesso e condivisione dei benefici dei patogeni, passaggio necessario per rendere operativo l’Accordo pandemico.
L’Oms richiama anche i progressi sul piano operativo. Il Fondo Pandemico, co-fondato con la Banca mondiale, ha erogato oltre 1,2 miliardi di dollari in finanziamenti, contribuendo a mobilitare ulteriori risorse per progetti di sorveglianza, reti di laboratorio, formazione della forza lavoro e coordinamento multisettoriale in quasi cento Paesi. Parallelamente, sono state rafforzate le capacità di sorveglianza genomica in oltre 110 Stati e aggiornati i sistemi di epidemic intelligence, anche attraverso l’uso dell’intelligenza artificiale.
Tra gli esempi citati figurano anche le risposte più rapide e contenute a recenti focolai di Ebola e Marburg, che secondo l’Oms dimostrano un miglioramento delle capacità nazionali di risposta, con il supporto tecnico dell’Organizzazione.
Accanto ai progressi, il comunicato sottolinea però la fragilità dei risultati ottenuti. «La pandemia ci ha insegnato che le minacce globali richiedono risposte globali. La solidarietà è la migliore immunità», ha affermato il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus, avvertendo che lo spostamento dei finanziamenti dalla sanità verso altri settori mette a rischio i sistemi rafforzati dopo il Covid-19. Per l’Oms, le pandemie rappresentano a tutti gli effetti una minaccia alla sicurezza nazionale e investire nella preparazione significa tutelare vite, economie e stabilità sociale.
L’Organizzazione invita quindi governi e partner a non ridurre l’attenzione sulla preparazione alle pandemie e sulla prevenzione, sottolineando che nessun Paese è in grado di affrontare da solo una pandemia. Il tema sarà al centro dei lavori dell’Executive Board, chiamato a definire le prossime tappe della cooperazione globale in materia di salute pubblica.