Il Servizio sanitario nazionale non è più in grado di attrarre e trattenere le nuove generazioni di medici. È l’allarme lanciato da Luciana Cois, segretaria generale, e Maurizio Ristagno, coordinatore nazionale Giovani della CISL Medici, in un commento sulla condizione dei giovani professionisti nel sistema sanitario pubblico.
Secondo il sindacato, negli ultimi anni si è aggravata una situazione già critica. Tra i principali fattori indicati figurano stipendi ritenuti non adeguati alle responsabilità, carichi di lavoro elevati, incremento del contenzioso medico-legale, rischio di aggressioni, oltre all’assenza di percorsi di carriera chiari e meritocratici. In questo contesto, l’accesso agli incarichi e alle progressioni risulta lento e poco trasparente, rendendo difficile programmare un futuro professionale stabile nel SSN.
Le criticità colpiscono in modo più marcato le giovani mediche, che rappresentano una quota crescente della professione. La CISL Medici richiama le difficoltà di conciliazione tra vita professionale e familiare, la scarsa diffusione di modelli organizzativi flessibili, la penalizzazione legata alla maternità e le disuguaglianze nell’accesso agli incarichi di responsabilità. Senza interventi mirati, avverte il sindacato, il sistema rischia di perdere competenze fondamentali e di perpetuare disuguaglianze di genere.
La crisi, sottolinea la CISL Medici, non riguarda solo i medici, ma investe l’intero sistema sanitario pubblico. Anche i professionisti sanitari non medici affrontano carichi crescenti, limitate prospettive di carriera e un insufficiente riconoscimento professionale, con effetti sull’organizzazione delle équipe e sulla qualità dell’assistenza.
Tra le proposte avanzate: una programmazione più efficace della formazione specialistica, con aumento dei posti e coinvolgimento di strutture non universitarie accreditate anche fuori dai grandi centri; la piena attuazione del CCNL e degli ACN della medicina generale e della specialistica ambulatoriale; la riduzione dei carichi di lavoro e una tutela più efficace della salute degli operatori, con attenzione alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.
Per la CISL Medici, il prossimo rinnovo dei contratti rappresenta uno snodo decisivo per contrastare la fuga dei giovani, ridurre le disuguaglianze di genere e rafforzare complessivamente il sistema delle professioni sanitarie, restituendo attrattività e stabilità al SSN.