“Siamo ancora lontani dall’acquisizione piena dei diritti e della dignità dei dirigenti sanitari”. È l’allarme lanciato da Pierino Di Silverio, segretario nazionale Anaao Assomed, a margine della Conferenza nazionale della dirigenza sanitaria, in corso a Roma, dedicata alla valorizzazione e al riconoscimento delle specificità professionali all’interno del Servizio sanitario nazionale. Secondo Anaao Assomed, persiste nel Ssn un “bias semantico e strutturale” che rende poco visibile una componente fondamentale del sistema: la dirigenza sanitaria non medica e non infermieristica. “Parliamo di dirigenti farmacisti, psicologi, chimici, biologi e fisici – ha spiegato Di Silverio – professionisti che durante il Covid ho definito eroi silenti, eroi nascosti, e che per troppo tempo sono stati dimenticati”.
Tra le principali criticità denunciate dal sindacato, il ritardo nel riconoscimento delle specializzazioni non mediche. Pur essendo soggetti alla stessa normativa dei medici (legge 368/1999), questi professionisti hanno atteso oltre venticinque anni per vedere riconosciuto il principio del finanziamento delle borse di specializzazione. “Con questo governo è stato finalmente istituito il principio del finanziamento – ha ricordato Di Silverio – ma con risorse ancora molto limitate. Ora il contenitore va riempito”. Sul piano contrattuale, Anaao rivendica alcuni passi avanti ottenuti nell’ultimo rinnovo, come l’introduzione dell’indennità di specificità sanitaria, fino ad allora assente per la dirigenza sanitaria. Un risultato che resta però incompleto. “Esisteva l’indennità medica e quella veterinaria, non quella sanitaria. Anche qui il problema è reperire risorse aggiuntive per renderla adeguata”, ha sottolineato Di Silverio, evidenziando inoltre l’esclusione dei dirigenti sanitari dalla detassazione delle prestazioni aggiuntive, nonostante il loro contributo alla riduzione delle liste d’attesa.
Nel corso della conferenza è intervenuto anche il ministro della Salute Orazio Schillaci, che ha definito il capitale umano “la spina dorsale del Servizio sanitario nazionale”, riconoscendo il ruolo decisivo delle professionalità sanitarie non mediche, spesso meno visibili ma fondamentali per qualità, appropriatezza e sicurezza delle cure. Il ministro ha richiamato la necessità di rendere il Ssn più attrattivo, con rinnovi contrattuali più rapidi, percorsi di carriera più flessibili e minori rigidità burocratiche. Il tema della valorizzazione è stato richiamato anche in ambito politico. La vicepresidente del Senato Mariolina Castellone ha parlato di una distanza evidente tra dichiarazioni di principio e atti concreti: “Di fatto le dirigenze non mediche sono state escluse da tutte le indennità di specificità e da reali percorsi di valorizzazione professionale”, ha affermato, ricordando che gli emendamenti presentati in legge di bilancio sul tema non hanno trovato accoglimento. Dal fronte della maggioranza, il presidente della Commissione Affari sociali e Sanità del Senato, Francesco Zaffini, ha ribadito che l’obiettivo è “valorizzare le categorie professionali, sia dal punto di vista economico che organizzativo, nel rispetto del modello universalistico del Ssn”, sottolineando la necessità di restituire centralità al medico e al personale sanitario nel suo complesso, in una fase di forte stress del sistema.
Per Anaao Assomed, le criticità della dirigenza sanitaria riflettono una crisi più ampia del Servizio sanitario nazionale, che continua a reggere grazie all’impegno dei suoi professionisti. “Non chiediamo privilegi – ha concluso Di Silverio – ma il riconoscimento della dignità professionale. Se non si investe sulle persone, la fuga dei cervelli, oggi sintomo di una crisi profonda, diventerà la normalità. E nella sanità questo significherebbe rinunciare alla presa in carico del paziente come percorso di cura”.