La Federazione nazionale Ordini professioni infermieristiche (Fnopi) valuta positivamente il disegno di legge delega per la riorganizzazione e il potenziamento dell’assistenza territoriale e ospedaliera approvato dal Consiglio dei ministri, ma chiede che la riforma preveda fin dalla fase attuativa una chiara valorizzazione dell’assistenza infermieristica territoriale.
Secondo la Fnopi, il provvedimento va nella direzione auspicata di una revisione del modello organizzativo del Servizio sanitario nazionale, in attuazione dell’articolo 32 della Costituzione, con attenzione ai principi di equità, continuità del percorso assistenziale e umanizzazione delle cure. Tuttavia, la Federazione sottolinea che il testo dovrà riconoscere la centralità dei servizi infermieristici territoriali come snodo cruciale per pazienti e cittadini, favorendo un approccio proattivo alla promozione della salute e alla gestione delle patologie.
“Dal momento della nascita fino agli ultimi momenti di vita, al pronto soccorso come nell’assistenza domiciliare, gli infermieri sono sempre presenti e centrali, assicurando anche una serie di prestazioni non intercettate dai Drg in uso”, evidenzia la Fnopi nella nota.
La presidente nazionale Barbara Mangiacavalli richiama in particolare il ruolo dell’infermiere di famiglia e comunità, recepito da tutte le Regioni grazie al lavoro degli Ordini provinciali e delle università. “È la scelta più frequente tra i colleghi, soprattutto i più giovani, e ha cambiato il paradigma dell’assistenza territoriale”, afferma Mangiacavalli, sottolineando che l’importanza del ruolo infermieristico, ribadita anche dal ministro Orazio Schillaci nella conferenza stampa successiva al Consiglio dei ministri, potrebbe aprire la strada a una modifica del testo approvato.
La Fnopi auspica quindi che Governo e Parlamento colgano l’occasione per valorizzare il ruolo dell’assistenza infermieristica territoriale come elemento imprescindibile per garantire equità, umanizzazione e appropriatezza delle cure.