La Conferenza unificata ha dato il via libera al Piano di azioni nazionale per la salute mentale (Pansm) 2025-2030, aggiornando dopo oltre un decennio il principale documento strategico del Servizio sanitario nazionale in questo ambito. Il Piano punta su una maggiore integrazione socio-sanitaria, sul rafforzamento dei Dipartimenti di salute mentale, sul potenziamento dei servizi territoriali e sull’uso della telemedicina, ribadendo inoltre l’obiettivo dello stop alla contenzione meccanica.
Nel Pansm viene anche aggiornato il quadro sulle Rems, le residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza, con il recepimento dei riferimenti alla sentenza della Corte costituzionale n. 22 del 2022. Un capitolo centrale riguarda le risorse economiche, previste nella Manovra in via di approvazione: 80 milioni di euro nel 2026, 85 milioni nel 2027 e 90 milioni nel 2028, cui si aggiungono, dal 2029, 30 milioni di euro l’anno in modo strutturale. Nei primi tre anni, il 30% dei fondi dovrà essere destinato ad attività di prevenzione. Dal 2029, una quota stabile di 30 milioni di euro annui sarà dedicata all’assunzione a tempo indeterminato di medici, infermieri, psicologi, educatori e personale sociosanitario per i servizi di salute mentale.
Soddisfazione è stata espressa dal ministro della Salute, Orazio Schillaci, che ha parlato di un’intesa destinata a segnare “un cambio di passo concreto”, riportando la salute mentale al centro dell’agenda politica e del Ssn. Il Piano, ha sottolineato il ministero, valorizza il ruolo del Dipartimento integrato e inclusivo e promuove interventi lungo tutto l’arco della vita, dalla salute mentale perinatale all’età adulta, con attenzione ad accessibilità, equità, inclusione e comunicazione anti-stigma. Positiva anche la valutazione del Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi (Cnop), che definisce il Pansm un provvedimento atteso da anni. Tra gli elementi qualificanti, l’Ordine evidenzia il riconoscimento della psicologia di assistenza primaria come servizio di prossimità nei Distretti sanitari e nelle Case della comunità e una definizione più puntuale del ruolo dello psicologo nei consultori, orientato all’intervento clinico e all’osservazione. “L’inserimento stabile della psicologia nell’assistenza primaria rappresenta un passaggio di civiltà”, ha affermato la presidente del Cnop, Maria Antonietta Gulino, richiamando però la necessità di risorse adeguate e continuative per garantire un’attuazione uniforme sul territorio nazionale.