Nel 2024 la campilobatteriosi è stata per la prima volta in Italia la zoonosi più frequentemente notificata, superando la salmonellosi, che resta comunque la seconda per numero di casi. Il dato emerge dal report annuale su zoonosi e focolai alimentari pubblicato da Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), basato sui dati di 27 Stati membri UE, dell’Irlanda del Nord e di altri 8 Paesi europei.
Nel nostro Paese sono state raccolte 2.779 segnalazioni di campilobatteriosi, in aumento rispetto al 2023 quando i casi erano stati 2.363. Le notifiche di salmonellosi continuano invece a diminuire, con 2.637 casi nel 2024, pari a un calo del 20,9% su base annua, e un’incidenza di 4,5 casi ogni 100.000 abitanti, rispetto ai 5,6 per 100.000 dell’anno precedente. Listeriosi e infezioni da STEC si collocano al terzo e quarto posto per frequenza.
La listeriosi resta tuttavia l’infezione zoonotica correlata alle forme cliniche più gravi, caratterizzate dalla maggiore proporzione di ospedalizzazioni e decessi tra i casi segnalati.
Nel 2024 in Italia sono stati inoltre riportati 200 focolai epidemici di origine alimentare, pari al 3% del totale dei focolai segnalati nell’Unione europea. I cluster hanno coinvolto 2.816 persone, determinando 338 ricoveri ospedalieri e 4 decessi. Si tratta del numero più elevato di focolai registrato nel Paese negli ultimi 10 anni, come evidenziato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) nel focus nazionale allegato al report europeo.
Tra i focolai nei quali è stato possibile individuare l’agente causale, Salmonella risulta il batterio maggiormente responsabile per numero di episodi e di casi, mentre un elevato numero di infezioni umane è stato rilevato anche in cluster dovuti a norovirus. Listeria monocytogenes è invece l’agente associato al maggior numero di ricoveri e decessi. In 55 focolai non è stato possibile identificare con certezza l’agente eziologico.
L’Italia è stata coinvolta in tutti i focolai plurinazionali analizzati da EFSA ed ECDC con procedure di valutazione rapida del rischio su mandato della Commissione europea. Le segnalazioni hanno riguardato due cluster da Listeria monocytogenes ST173 e ST1607, entrambi associati al consumo di prodotti ittici, e due cluster da Salmonella, uno sostenuto da S. Stratchona ST2559 e uno attribuito a più sierotipi tra cui S. Enteritidis e S. Typhimurium.
A supporto delle misure di prevenzione, l’ISS ha richiamato le dieci regole per la sicurezza alimentare domestica, che comprendono la corretta igiene di utensili e superfici, la gestione appropriata degli alimenti in frigorifero separando cibi crudi e cotti, il corretto scongelamento nel rispetto della catena del freddo, l’utilizzo di taglieri dedicati per alimenti differenti, il divieto di lavare il pollo crudo prima della cottura, il consumo rapido del pesce fresco e la corretta gestione degli alimenti pronti al consumo secondo le indicazioni in etichetta.