In Italia il Virus Respiratorio Sinciziale provoca ogni anno tra 25.000 e 50.000 ricoveri e oltre 2.500 decessi diretti, secondo i dati citati dal Policy Brief elaborato da Società Italiana d’Igiene (SItI), Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT) e Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG), che chiedono l’estensione e il consolidamento della strategia nazionale di immunizzazione contro il VRS.
Il documento, intitolato “Estensione e consolidamento della strategia nazionale di immunizzazione contro il Virus Respiratorio Sinciziale: azioni per equità, sostenibilità e rapidità di attuazione”, si collega alla proposta di intesa Stato–Regioni 2025 sul “Programma per l’accesso universale dei neonati all’immunizzazione passiva e la vaccinazione delle donne in gravidanza contro il VRS”, considerata un passaggio chiave per il superamento delle iniziative sperimentali.
Le società scientifiche raccomandano equità di accesso all’immunoprofilassi passiva per tutte le coorti di neonati, integrata dalla vaccinazione delle donne in gravidanza e dalla vaccinazione della popolazione anziana e fragile, in linea con le raccomandazioni europee già operative. L’obiettivo indicato è garantire una copertura universale nella prima stagione di vita e anticipare la protezione delle fasce più vulnerabili.
Tra le priorità operative figurano l’integrazione informativa madre–neonato, la realizzazione di flussi unificati di monitoraggio e il pieno coinvolgimento strutturale della Medicina generale, con un’impostazione di attuazione progressiva accompagnata da indicatori di impatto adattivi.
«Le raccomandazioni operative che abbiamo stilato riguardano l’immunizzazione passiva dei neonati, la vaccinazione materna e quella della popolazione anziana», afferma Enrico Di Rosa, presidente SItI, «con l’obiettivo di garantire una protezione universale nella prima stagione di vita, consolidare l’integrazione madre-neonato-territorio e assicurare un uso efficiente delle risorse attraverso un monitoraggio trasparente e tempestivo».
Sul fronte infettivologico, Roberto Parrella, presidente SIMIT, sottolinea la necessità di «accelerare la transizione da interventi pilota a una strategia strutturale, omogenea e tempestiva», ricordando che il tema sarà al centro del Congresso nazionale SIMIT in programma a Riccione dal 16 al 19 dicembre.
Il Policy Brief propone inoltre l’istituzione di un Gruppo Tecnico Nazionale RSV con la partecipazione di Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Regioni e Medicina generale, con funzioni di indirizzo e sorveglianza. Tra gli indicatori raccomandati figurano coperture in neonati e gravide, ricoveri per bronchiolite, eventi avversi e costi evitati.
Le società scientifiche auspicano infine la pubblicazione di report trimestrali a cura di Ministero e ISS, con aggiornamenti pubblici sulle coperture, e l’inserimento stabile della strategia anti-VRS nella programmazione del Fascicolo Sanitario Nazionale 2026, al fine di garantirne la continuità oltre la fase sperimentale.