Presentato in Commissione Bilancio al Senato il pacchetto di emendamenti sanitari della maggioranza alla manovra. Le proposte riguardano incremento del Fondo sanitario nazionale, indennità per il personale, assistenza domiciliare, nuovi DRG, farmaci e formazione dei medici.
Le misure comprendono un aumento del finanziamento al Servizio sanitario nazionale: 2,65 miliardi in più nel 2026 e oltre 3 miliardi dal 2027, con ulteriori capitoli dedicati a obesità, patologie oculistiche, reumatologiche e demenze. Sul fronte del personale sanitario, il pacchetto prevede incrementi delle indennità per medici e dirigenti sanitari, con risorse complessive superiori al miliardo dal 2026, oltre ad agevolazioni fiscali per lo straordinario nelle strutture private accreditate.
Sul versante organizzativo, gli emendamenti propongono il potenziamento dell’assistenza domiciliare per i non autosufficienti, l’introduzione di nuovi DRG per le dimissioni protette e la revisione delle procedure di acquisto dei farmaci equivalenti. È prevista inoltre una nuova disciplina per l’erogazione dei servizi sanitari in farmacia, con obbligo di accreditamento. Tra le misure settoriali figurano fondi specifici per celiachia, ludopatie e sostegno ad alcune reti assistenziali. Rilevante anche la riforma del percorso formativo della Medicina generale, previsto a quattro anni con borsa equiparata alle scuole di specializzazione.
Uno degli emendamenti segnalati, il 69.0.25, interviene sulla responsabilità professionale dei sanitari. Il testo prevede che il professionista risponda in via diretta con responsabilità contrattuale, mentre le strutture sanitarie sarebbero responsabili solo in via sussidiaria, superando l’impostazione della legge Gelli-Bianco basata sulla distinzione tra responsabilità contrattuale della struttura ed extracontrattuale del professionista.
La proposta ha suscitato opposizione da parte delle organizzazioni sindacali. In una nota congiunta, Cimo-Fesmed e Anaao Assomed definiscono l’intervento “vergognoso” e un “attacco frontale alla categoria”, affermando che la modifica “demolirebbe l’impianto di tutele costruito con la legge Gelli-Bianco” e aumenterebbe l’esposizione dei professionisti nei contenziosi. Le sigle criticano inoltre l’assenza di misure su scudo penale e colpa grave.
Gli emendamenti sono ora all’esame della Commissione Bilancio per la valutazione tecnica e gli eventuali pareri prima del voto sugli emendamenti approvati. Il testo potrà essere riformulato o modificato nel prosieguo dell’iter.