La Società Italiana di Cure Palliative (SICP) e la Federazione Italiana Cure Palliative (FCP) hanno annunciato la nascita della Associazione Nazionale “Assistenti Spirituali nella Cura”, con l’obiettivo di valorizzare e rappresentare la figura dell’assistente spirituale nei contesti di cura e fragilità.
L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che circa il 70% delle persone con malattie croniche o in fase terminale manifesta bisogni spirituali — come ricerca di senso, riconciliazione o pace interiore — che spesso restano insoddisfatti. Secondo le due società, l’integrazione della dimensione spirituale rappresenta una componente essenziale della presa in carico globale del paziente.
“La nascita di questa associazione segna un passo fondamentale verso una cultura della cura davvero integrale”, afferma Tania Piccione, presidente FCP. “Medici, infermieri e psicologi non possono rispondere da soli ai bisogni spirituali: servono figure preparate, con formazione specifica, che operino in sinergia con le équipe”.
Per Giampaolo Fortini, presidente SICP, “la cura palliativa non è completa se non include la dimensione spirituale. È un dovere professionale e umano garantire ascolto e spazio a questi bisogni, oggi ancora poco riconosciuti”.
La nuova associazione, presieduta da Barbara Carrai, si propone di definire standard formativi qualificanti, promuovere il riconoscimento professionale della figura dell’assistente spirituale e favorire la collaborazione interdisciplinare con i professionisti sanitari e sociali.
Il progetto si inserisce nel quadro normativo definito dalla Legge 38/2010 e dal DPCM 12 gennaio 2017, che sanciscono il diritto all’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), pur senza un riconoscimento formale della figura dell’assistente spirituale.
Secondo la definizione della European Association for Palliative Care (EAPC), la spiritualità è “la dimensione dinamica della vita umana che riguarda il modo in cui le persone vivono, esprimono e cercano significato, scopo e trascendenza”. La nuova associazione punta a tradurre questa visione in pratica clinica, per garantire che ogni paziente riceva un accompagnamento completo anche sul piano spirituale.