Attualità
Cardiologia
31/10/2025

Virus respiratori, dopo influenza e Covid rischio cardiovascolare fino a 5 volte maggiore

Nelle settimane successive a influenza o Covid il rischio di infarto e ictus aumenta fino a 5 volte. Lo indica una metanalisi pubblicata sul Journal of the American Heart Association

virus-respiratori

Durante le settimane successive all’infezione da virus respiratori come influenza o SARS-CoV-2, il rischio di infarto o ictus può aumentare fino a cinque volte. È quanto emerge da una revisione sistematica e metanalisi pubblicata sul Journal of the American Heart Association (JAHA), condotta su 155 studi da un gruppo di ricercatori della David Geffen School of Medicine dell’Università della California a Los Angeles, guidati da Kosuke Kawai.

L’analisi mostra che, nel mese successivo a un episodio di influenza confermata in laboratorio, la probabilità di un infarto è circa quattro volte superiore e quella di ictus cinque volte maggiore rispetto ai periodi di controllo. Per quanto riguarda l’infezione da Covid, il rischio risulta triplicato sia per infarto che per ictus nelle 14 settimane successive, mantenendosi elevato fino a un anno.

Secondo gli autori, la spiegazione risiede nella risposta immunitaria che segue l’infezione: l’attivazione di processi infiammatori e procoagulanti può persistere anche dopo la risoluzione dei sintomi, favorendo eventi cardiovascolari acuti.

Il rischio non riguarda solo le infezioni stagionali. Le infezioni croniche come HIV, epatite C e herpes zoster si associano a un incremento a lungo termine del rischio cardiovascolare: +60% per infarto e +45% per ictus in presenza di HIV; +27% e +23% rispettivamente per epatite C; +12% e +18% per herpes zoster.

I ricercatori sottolineano che il rischio legato a HIV, HCV e zoster è inferiore rispetto a quello osservato dopo influenza e Covid, ma risulta clinicamente rilevante poiché persiste nel tempo. “Le misure preventive contro le infezioni virali, inclusa la vaccinazione, possono svolgere un ruolo importante nel ridurre il rischio di malattie cardiovascolari”, evidenzia Kawai.

Secondo gli autori, aumentare i tassi di vaccinazione contro influenza, Covid e herpes zoster potrebbe contribuire a diminuire l’incidenza complessiva di infarti e ictus. Una revisione citata nello studio indica che il vaccino antinfluenzale riduce del 34% il rischio di eventi cardiovascolari maggiori.

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