“È ora di finirla con l’ambiguità: la medicina generale non fa emergenza e non può essere trascinata in un ruolo che non le appartiene”. Con queste parole Angelo Testa, presidente nazionale dello SNAMI, prende posizione contro il modello del ruolo unico introdotto con il contratto 2024.
Secondo il sindacato, la previsione normativa segna “la fine della medicina generale”, frutto di un percorso avviato con la legge Balduzzi e mai condiviso dallo SNAMI. “La medicina di famiglia è stata stravolta, inserita a forza in un disegno che non valorizza ma cancella il rapporto fiduciario, riducendo il medico a un ingranaggio orario, prigioniero di un sistema pensato male e gestito peggio”, afferma Testa.
Lo SNAMI ribadisce che il medico di famiglia non può essere considerato un sostituto per bisogni emergenziali o impropri, ma deve restare riferimento per cronicità, continuità delle cure, prossimità al cittadino e prevenzione. “Ogni altra pretesa è un attacco diretto non solo alla medicina generale, ma anche ai cittadini, che rischiano di perdere il loro unico vero presidio di salute sul territorio”.
Il sindacato annuncia che la decisione sulla proclamazione dello sciopero sarà presa al Congresso nazionale in programma a Isola delle Femmine fra quindici giorni. “Questa volta – conclude Testa – non ci saranno più appelli: o si cambia rotta, o i medici di famiglia fermeranno il Paese”.