In Africa centrale è iniziata la campagna di vaccinazione contro Ebola nella provincia del Kasai, nella Repubblica Democratica del Congo, mentre a livello globale l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) segnala un incremento dei casi e dei decessi per colera per il secondo anno consecutivo.
Nella zona sanitaria di Bulape, uno degli attuali focolai di Ebola, sono state somministrate le prime 400 dosi del vaccino Ervebo, prelevate dallo stock nazionale di 2000 dosi, con ulteriori consegne attese nei prossimi giorni. La strategia adottata è quella della vaccinazione ad anello, destinata ai contatti dei casi confermati e agli operatori sanitari in prima linea. L’Oms ha inoltre ottenuto l’approvazione per l’invio di 45mila dosi aggiuntive, mentre sul campo sono già stati attivati esperti in sorveglianza, clinica, logistica e coinvolgimento comunitario. Parallelamente, sono stati inviati corsi di terapia a base di anticorpi monoclonali Mab114 per la presa in carico clinica dei pazienti. Il rischio sanitario è valutato alto a livello nazionale, moderato a livello regionale e basso a livello globale.
Sul fronte del colera, l’Oms ha diffuso i dati relativi al 2024: i casi sono aumentati del 5% rispetto al 2023, mentre i decessi hanno registrato un incremento del 50%, con oltre 6mila morti. Sessanta Paesi hanno riportato casi, con un peso quasi esclusivo in Africa, Medio Oriente e Asia. Dodici Stati hanno notificato più di 10mila casi ciascuno, tra cui sette al loro primo grande focolaio. In Africa la letalità è passata dall’1,4% al 1,9%, evidenziando criticità nell’accesso alle cure.
Il colera resta una malattia prevenibile e trattabile, ma conflitti, cambiamenti climatici e carenze nei sistemi idrici e igienico-sanitari alimentano la diffusione. L’Oms richiama la necessità di investimenti in acqua sicura, igiene, diagnosi, trattamento tempestivo e vaccini. Nel 2024 il nuovo vaccino orale Euvichol-S® è stato inserito nello stockpile globale, consentendo di mantenere oltre 5 milioni di dosi disponibili nella prima metà del 2025. Tuttavia, la forte domanda ha imposto il mantenimento della somministrazione in dose unica, con 40 milioni di dosi utilizzate in 16 Paesi a fronte di richieste per 61 milioni.
Dall’inizio del 2025, 31 Paesi hanno già segnalato nuovi focolai di colera. L’Oms valuta il rischio globale come molto alto e continua a sostenere le autorità nazionali con sorveglianza, forniture mediche, vaccinazioni e supporto operativo sul campo.