Un nuovo ceppo di Neisseria gonorrhoeae estensivamente resistente ai farmaci (XDR) è stato isolato in Canada. Lo ha riportato un team del Laboratoire de santé publique du Québec e del National Microbiology Laboratory, documentando per la prima volta nel Paese un’infezione resistente ai tre pilastri del trattamento empirico: ceftriaxone, cefixime e azitromicina.
Il caso riguarda un uomo sulla quarantina che, dopo un viaggio in Cambogia e contatti sessuali non protetti con sex worker locali, ha sviluppato sintomi da uretrite. La prima linea di trattamento (azitromicina 2g + cefixime 800 mg) si è rivelata inefficace. Dopo due ulteriori round terapeutici — incluso ceftriaxone IM — la guarigione si è ottenuta solo con una terza somministrazione ad alto dosaggio del farmaco (500 mg IM), seguita da negativizzazione dei test.
Il ceppo e le mutazioni genetiche
L’isolato, etichettato come 69155, appartiene allo sequence type (ST) 16406 ed è geneticamente identico ai ceppi XDR precedentemente segnalati in Cambogia, Austria, Regno Unito e Francia tra il 2022 e il 2023. Le analisi genomiche hanno identificato il mosaico penA-60.001, contenente la mutazione A311V, associata alla resistenza al ceftriaxone, e la mutazione A2059G dell’RNA 23S, legata a un’elevata resistenza all’azitromicina.
L’isolato mostrava anche resistenza a ciprofloxacina, tetraciclina, penicillina e azitromicina (>256 mg/L), ma restava sensibile a spectinomicina, gentamicina ed ertapenem.
Rischi clinici e implicazioni per il trattamento
Il ceppo in questione rappresenta una nuova conferma del rapido avanzamento globale della gonorrea XDR. Il fatto che abbia richiesto più cicli di terapia e dosaggi potenziati evidenzia il rischio crescente di fallimento terapeutico nella pratica clinica.
In Canada, la resistenza ai beta-lattamici di terza generazione resta contenuta, ma gli autori raccomandano di sottoporre a test centralizzati tutti gli isolati con MIC al limite per ceftriaxone o cefixime. Il ceppo in questione avrebbe potuto essere classificato come sensibile secondo i criteri CLSI (ceftriaxone MIC = 0,25 mg/L), ma come resistente secondo quelli EUCAST.
Una sorveglianza globale sotto pressione
I dati sottolineano la fragilità dell’attuale armamentario terapeutico. Il WHO ha inserito N. gonorrhoeae resistente ai cefalosporinici nella lista dei patogeni batterici a priorità elevata. Il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC) ha registrato un aumento dei casi XDR in Europa dal 2022, mentre il CDC ha innalzato l’attenzione sui protocolli di sorveglianza molecolare e fenotipica.
Conclusioni
La gestione della gonorrea entra in una fase critica. La comparsa e diffusione di ceppi XDR, geneticamente collegati e trasmessi tramite viaggi internazionali, impone un rafforzamento della sorveglianza microbiologica e l’adozione tempestiva di linee guida basate su dati reali di efficacia terapeutica.
Per gli specialisti, questo caso è un chiaro segnale di allarme: non si tratta più di eventi isolati, ma di un pattern globale che rischia di rendere la gonorrea una malattia nuovamente intrattabile con le terapie attualmente disponibili.