Dal 19 luglio cambia la vita per migliaia di pazienti affetti da Malattia Renale Cronica: le gliflozine, farmaci fondamentali per rallentare la progressione della malattia e migliorarne gli esiti, diventano più accessibili, prescrivibili con ricetta ripetibile e disponibili in tutte le farmacie territoriali, a carico del Servizio Sanitario Nazionale. “È un cambiamento strutturale che libera tempo clinico, semplifica il percorso del paziente e migliora l’equità dell’accesso alle cure”, commenta con soddisfazione il Presidente della Società Italiana di Nefrologia, Luca De Nicola.
Grazie alla nuova delibera pubblicata in Gazzetta Ufficiale, i pazienti con MRC potranno accedere con maggiore facilità a una terapia essenziale, oggi riconosciuta come pilastro nella prevenzione della progressione della malattia e nella riduzione delle complicanze cardiovascolari. Le gliflozine, riclassificate dalla fascia A-PHT alla fascia A, saranno distribuite direttamente in farmacia, senza più necessità di passaggi burocratici onerosi. Per i pazienti, questa riforma si traduce in iter di cura più semplici e accessibili, con la possibilità di ottenere le gliflozine direttamente in farmacia su prescrizione del Medico di Medicina Generale o dello specialista, senza più obbligo di rinnovi frequenti. Ciò comporta una riduzione delle visite non necessarie, tempi d’attesa più brevi e una maggiore aderenza terapeutica. Per i nefrologi, invece, la riforma rappresenta un’importante riduzione del carico amministrativo: eliminando il piano terapeutico, si libera tempo clinico da destinare alla gestione diretta dei pazienti e al miglioramento della qualità assistenziale. Questo snellimento dei processi favorisce l’ottimizzazione dell’attività ambulatoriale e contribuisce a ridurre le liste d’attesa.
Uno degli aspetti più rilevanti del provvedimento è il coinvolgimento attivo dei Medici di Medicina Generale, che potranno ora gestire autonomamente una parte significativa del percorso terapeutico. Questo rafforza la continuità assistenziale e promuove un modello di medicina territoriale integrata, in cui la collaborazione tra specialisti e MMG diventa leva fondamentale per garantire appropriatezza, prossimità e sostenibilità delle cure. Affinché questa svolta normativa abbia un impatto uniforme e capillare, la SIN richiama l’attenzione sulla necessità che tutte le Regioni recepiscano tempestivamente le nuove disposizioni. “Servono indicazioni operative chiare e coerenti a livello regionale – avverte De Nicola – per evitare difformità applicative che rischierebbero di compromettere l’equità dell’accesso alle cure”.