Tutte le ipotesi sull’origine del virus SARS-CoV-2, inclusa quella della fuga da laboratorio, restano sul tavolo. È quanto ribadisce il nuovo rapporto pubblicato dal gruppo consultivo scientifico dell’Oms sull’origine dei nuovi patogeni (Sago), composto da ventisette esperti internazionali indipendenti, con competenze multidisciplinari.
Il documento, pubblicato il 27 giugno, aggiorna le valutazioni del 2022 e si basa su articoli peer-reviewed, studi sul campo, documenti inediti, interviste, rapporti di audit e fonti istituzionali. Il gruppo si è riunito in cinquantadue sessioni, coinvolgendo ricercatori, accademici e giornalisti. Obiettivo: valutare scientificamente le ipotesi sulle origini della pandemia da Covid-19.
“La comprensione dell’origine del SARS-CoV-2 è un imperativo scientifico, morale ed etico”, afferma Marietjie Venter, presidente del gruppo e docente all’Università del Witwatersrand in Sudafrica. “È fondamentale per prevenire future pandemie, salvare vite e ridurre la sofferenza globale”.
Il rapporto conferma che “il peso delle prove disponibili suggerisce una trasmissione zoonotica”, ossia un passaggio del virus dagli animali all’uomo, direttamente dai pipistrelli o tramite un ospite intermedio. Tuttavia, mancando dati fondamentali, Sago sottolinea che “non è possibile escludere nessuna ipotesi, inclusa quella della fuga da laboratorio”.
La posizione è condivisa dalla direzione generale dell’Oms. “Come stanno le cose, tutte le ipotesi devono restare valide”, ha dichiarato Tedros Adhanom Ghebreyesus, rinnovando l’appello alla Cina e ad altri Paesi affinché condividano apertamente qualsiasi informazione utile.
Finora, la Cina non ha fornito al Sago né all’Oms i dati richiesti: centinaia di sequenze genetiche relative a soggetti contagiati nella fase iniziale della pandemia, informazioni dettagliate sugli animali venduti nei mercati di Wuhan e dati relativi alle attività condotte nei laboratori della stessa città, comprese le condizioni di biosicurezza.
Il gruppo Sago è stato istituito nel 2021 su iniziativa del direttore generale, con un doppio mandato: elaborare un quadro metodologico globale per indagare le origini dei patogeni emergenti e applicarlo al caso Covid-19. La missione originaria dell’Oms, condotta insieme a esperti cinesi tra gennaio e febbraio 2021, aveva prodotto un primo rapporto pubblicato a marzo dello stesso anno.
Il nuovo documento ribadisce che il lavoro resta incompiuto. Il Sago si dice pronto a esaminare qualunque nuovo elemento emerga in futuro, mentre l’Oms invita la comunità internazionale a collaborare nel nome della trasparenza scientifica e della sicurezza globale.