Nel 2024 sono stati registrati oltre 359.500 casi di morbillo a livello globale, secondo l’ultimo aggiornamento dell’Unicef, un dato che segna un’impennata allarmante rispetto agli anni precedenti. Nella Regione delle Americhe, l’Organizzazione Mondiale della Sanità conferma al 18 aprile 2025 un totale di 2.318 casi, con tre decessi, in sei Paesi: un aumento di undici volte rispetto allo stesso periodo del 2024.
Negli Stati Uniti e in altri Paesi dell’area, i contagi riguardano prevalentemente persone tra 1 e 29 anni, per lo più non vaccinate o con stato vaccinale sconosciuto. Molti dei casi sono importati o collegati a infezioni di ritorno da viaggi in zone dove il virus è ancora attivo. Il morbillo è un virus altamente contagioso trasmesso per via aerea, può causare gravi complicazioni e in alcuni casi la morte. È prevenibile con due dosi di vaccino, ma nel 2023 oltre 22 milioni di bambini nel mondo non hanno ricevuto la prima dose.
L’Oms segnala che il rischio regionale di trasmissione nelle Americhe è alto, mentre a livello globale resta moderato. "La combinazione tra un numero crescente di viaggiatori non vaccinati e la diffusione del virus in molte aree del mondo sta aumentando il rischio di nuove epidemie", avvertono gli esperti.