Farmaci
COVID
24/04/2025

I farmaci anti-Covid provocano pochi effetti collaterali gravi

L’evidenza arriva da un’analisi di 54 studi che valutavano trattamenti ospedalieri e ambulatoriali, studi clinici e ricerche osservazionali

farmacovigilanza

I farmaci antivirali e gli anticorpi monoclonali autorizzati contro il Covid-19 causerebbero pochi effetti collaterali gravi. Lo evidenzia una ricerca della Keck School of Medicine dell’University of Southern California (USA), coordinata da Susanne Hempel, che ha analizzato le evidenze disponibili negli Stati Uniti. I risultati dell'indagine sono stati pubblicati su Open Forum Infectious Diseases.

La situazione del Covid-19 in Italia

In base ai dati più recenti dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), negli ultimi 30 giorni, in Italia sono stati segnalati 1200 nuovi casi di Covid-19, con un’età media pari a 70 anni. A livello complessivo, invece, dall’inizio della pandemia, nel 2020, sono stati oltre 27 milioni i casi segnalati, di età pari a 45 anni, principalmente donne, il 53,6%. Complessivamente, i decessi riportati sono stati quasi 200mila, pari allo 0,7%.

In Italia, il primo antivirale autorizzato per il trattamento del Covid-19 è stato remdesivir, un farmaco iniettabile. Successivamente è stata approvata la combo nirmatrelvir/ritonavir, in forma orale, la cui prescrizione, dal 2021, è stata estesa anche ai medici di medicina generale. Dai dati Aifa emerge che al 30 giugno 2023, nirmatrelvir/ritonavir è stato il farmaco più utilizzato, con 129.415 cicli di terapie avviate, seguito da remdesivir ospedaliero, con 120.604 somministrazioni. Per quel che riguarda, invece, gli anticorpi monoclonali autorizzati, dall’inizio del monitoraggio il più utilizzato è stato sotrovimab, con 31.967 trattamenti, seguito da casirivimab imdevimab, con 24.342.

L’analisi sugli eventi avversi

Per analizzare gli eventi avversi dei principali trattamenti approvati contro il Covid-19, il team statunitense ha condotto una review, includendo 54 studi che valutavano trattamenti ospedalieri e ambulatoriali, studi clinici e ricerche osservazionali. Nell’indagine sono stati valutati solo gli studi che confrontavano la terapia per il COVID-19 con standard di cura, placebo o assenza di trattamento, in modo da poter escludere gli effetti della malattia stessa, oltre ai dati presentati alla FDA.

Dall’analisi, i ricercatori non hanno trovato alcuna evidenza di associazione tra il trattamento antivirale per SARS-CoV-2 ed eventi avversi gravi, in coerenza con una precedente meta-analisi. In particolare, in team non ha riscontrato alcuna associazione significativa con eventi avversi gravi per l’antivirale orale nirmatrelvir/ritonavir. Come concludono gli autori, la maggior parte delle persone che contraggono il COVID-19 sarà in grado di guarire senza trattamento farmacologico. Tuttavia, le terapie possono essere utili per pazienti con fattori di rischio come età avanzata, obesità, problemi cardiovascolari, diabete o un sistema immunitario compromesso.

Fonte:
Maglione M. A. et al., A rapid systematic review of U. S. Food and Drug Administration-Authorized coronavirus disease 2019 treatment. Open Forum Infectious Diseases (2025); doi: 10.1093/ofid/ofaf097

Iss. Epicentro. Covid-19 integrated surveillance data in Italy. https://www.epicentro.iss.it/en/coronavirus/sars-cov-2-dashboard 

Aifa, report riepilogativo del monitoraggio dei farmaci antivirali e degli anticorpi monoclonali per il COVID-19. https://www.aifa.gov.it/documents/20142/1626083/Report_riepilogativo_monitoraggio_farmaci_antivirali-anticorpi_monoclonali_28.07.23.pdf

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