"L'introduzione dell'Ia nella medicina generale rappresenta una svolta epocale. Non solo consente di analizzare rapidamente enormi quantità di dati clinici per personalizzare i trattamenti, ma rende possibile il monitoraggio continuo e proattivo dei pazienti affetti da patologie croniche. Questo permette di prevenire complicanze e di intervenire precocemente, migliorando gli esiti clinici e la qualità della vita dei pazienti". Lo afferma in una nota Angelo Testa, presidente nazionale Snami, Sindacato nazionale autonomo medici italiani.
Grazie all'Ia - si legge - i medici di famiglia possono disporre di strumenti avanzati per: monitoraggio remoto (dispositivi indossabili e sensori connessi possono trasmettere dati in tempo reale, come pressione arteriosa, glicemia o ritmo cardiaco, permettendo interventi tempestivi); prevenzione predittiva (algoritmi basati su big data possono identificare schemi di rischio, suggerendo interventi mirati prima che si verifichino eventi acuti); supporto decisionale (sistemi di Ia possono proporre opzioni terapeutiche basate su linee guida aggiornate e sulla specificità del paziente). Un altro aspetto cruciale è il potenziale dell'Ia nel ridurre la burocrazia. "Attività ripetitive come la compilazione di certificati, la gestione di piani terapeutici o l'elaborazione di ricette - sottolinea lo Snami - potrebbero essere automatizzate, restituendo ore di lavoro ai medici. Ciò non solo allevierebbe il carico di stress, ma migliorerebbe anche l'efficienza complessiva del sistema sanitario".
"L'intelligenza artificiale non può e non deve sostituire il giudizio clinico del medico - precisa Pasquale Orlando, vice segretario Snami - Deve essere vista come un alleato strategico, capace di semplificare il nostro lavoro, riducendo il tempo dedicato alle pratiche amministrative e migliorando la qualità del tempo speso con i pazienti. La relazione medico-paziente resta il perno insostituibile della nostra professione".
L'introduzione di queste tecnologie comporta sfide che non possono essere sottovalutate, elenca Snami: 1. Formazione dei medici - è fondamentale investire in programmi di formazione per garantire che i medici sappiano utilizzare le nuove tecnologie in modo efficace ed etico: 2. Accessibilità e sostenibilità - le soluzioni tecnologiche devono essere economicamente sostenibili e accessibili a tutti i medici, indipendentemente dalla collocazione geografica; 3. Tutela dei dati - la gestione dei dati sensibili dei pazienti richiede infrastrutture sicure e normative chiare per prevenire abusi o violazioni della privacy; 4. Equilibrio etico - L'Ia deve integrarsi nel lavoro medico senza compromettere la personalizzazione delle cure, mantenendo al centro l'umanità e l'empatia.
"L'intelligenza artificiale non deve essere vissuta come una minaccia. conclude Testa - ma come un'opportunità per ridisegnare il futuro della medicina generale, liberando i medici dalle incombenze burocratiche e potenziando il loro ruolo centrale nella gestione della salute dei pazienti. Guardando al futuro, l'obiettivo non è sostituire il medico, ma arricchire la sua pratica con strumenti che amplifichino le sue competenze, offrendo al paziente un'assistenza ancora più efficace, tempestiva e umana".