Gli infermieri mancano "in Italia come in tutta Europa e in altre nazioni" come "Stati Uniti, Giappone. Noi siamo stati i primi a perseguire la linea di cercare degli accordi. Uno lo stiamo ultimando con l'India e credo che in questo momento e nei prossimi 2-3 anni la carenza di infermieri possa essere colmata solo prendendo personale all'estero. Contestualmente però stiamo lavorando per rendere più attrattiva anche la professione infermieristica, sia in termini economici ma anche in termini di qualifica sul lavoro". A dirlo il ministro della Salute Orazio Schillaci, in occasione di una sua visita a Trento, dove ha fatto tappa al Centro di protonterapia, che in questi giorni celebra 10 anni di attività. E l’assunzione di infermieri dall’estero è uno dei temi per i quali gli infermieri di Nursing-Up hanno annunciato l’adesione allo sciopero del prossimo 20 novembre. Ma non solo. Ci sono, infatti, insufficienti riconoscimenti economici e contrattuali, il mancato riconoscimento delle professioni assistenziali tra le attività usuranti, l'introduzione della figura dell'assistente infermiere e l'irrisolto problema della violenza negli ospedali. Come chiarisce una nota del sindacato. "Scendiamo in piazza e incrociamo le braccia per chiedere contratti, risorse e dignità professionale che non possono più attendere", ha affermato il presidente nazionale Nursing Up Antonio De Palma. "Le promesse di riforma devono tradursi in fatti concludenti, le risorse sono necessarie ora". La situazione degli infermieri italiani, ha detto De Palma, è "insostenibile". Un'indagine interna, svolta nelle scorse settimane dai coordinamenti regionali di Nursing Up, ha fatto emergere uno scenario fatto di turni massacranti, straordinari obbligati, ferie negate, una retribuzione ferma al palo da tempo. Sullo sfondo una mancanza cronica di personale che produce sovraccarichi di lavoro divenuti ormai croniche. Queste condizioni lavorative, inoltre, stanno spingendo molti professionisti a lasciare il servizio sanitario. Secondo il sindacato Piemonte, Lombardia, Veneto, Lazio, Emilia-Romagna, Campania sono le Regioni in cui si registrano le situazioni più gravi. "È un quadro desolante e inaccettabile", ha aggiunto De Palma. "Non possiamo continuare a trattare gli infermieri come bassa manovalanza, a cui è richiesto di colmare le enormi lacune organizzative del sistema sanitario e assistenziale. Le istituzioni non possono ignorare il nostro grido d'allarme: occorrono subito interventi concreti che vadano oltre le parole", ha aggiunto.