"L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) è stata informata di un caso umano di sindrome respiratoria mediorientale da coronavirus (Mers)". È quanto riferisce l'agenzia Onu per la salute in un alert. La segnalazione è arrivata il 5 settembre dal ministero della Salute del Paese. Il paziente è un uomo con diverse malattie preesistenti - età tra 50 e 55 anni - della regione orientale dell'Arabia Saudita. Dalle verifiche condotte non risulta avesse precedenti di contatto con cammelli (serbatoi della malattia) e non è un operatore sanitario. "Il follow-up dei contatti stretti è stato completato - informa l'Oms - e non sono stati rilevati casi secondari". Dall'inizio dell'anno sono 5 i casi di Mers registrati in Arabia Saudita, di cui 4 sono morti. "La notifica di questo ultimo caso non modifica la valutazione complessiva del rischio da parte dell'Oms, che rimane moderato sia a livello globale che regionale", precisa l'agenzia.
Questo è stato il primo caso segnalato nell'area dopo la pubblicazione dell'ultimo report l'8 maggio scorso. E l'Oms, si legge nella nota, "prevede che saranno segnalati ulteriori casi di infezione da Mers-CoV nel Medio Oriente o in altri Paesi in cui il virus circola nei dromedari. Inoltre, i casi continueranno a essere esportati in altri Paesi da persone esposte al virus tramite il contatto con dromedari o loro prodotti (ad esempio, il consumo di latte crudo) o in contesto sanitario". L'agenzia Onu, in ogni caso, non consiglia controlli speciali nei punti di ingresso dei Paesi per quanto riguarda questo evento epidemiologico, né attualmente raccomanda l'applicazione di restrizioni di viaggio o commerciali.
Il paziente oggetto della segnalazione - ricostruisce l'Oms - ha sviluppato febbre, tosse, mancanza di respiro e palpitazioni il 28 agosto e 3 giorni dopo è stato ricoverato come caso cardiaco in un ospedale locale, poi è stato trasferito in un complesso medico l'1 settembre. Da lì è stato dimesso su sua richiesta lo stesso giorno, contro il parere medico. Un tampone nasofaringeo effettuato l'1 settembre ha dato un risultato positivo per il virus Mers-CoV il 4 settembre.
Dopo essere stato dimesso dall'ospedale e prima di ricevere i risultati di laboratorio che confermavano la diagnosi, se n'è andato in Pakistan il 2 settembre. Il follow-up è stato condotto in Arabia Saudita su un membro della famiglia del paziente, 23 operatori sanitari e 2 pazienti che hanno avuto contatti con il caso. Uno dei contatti stretti elencati in Arabia Saudita ha a sua volta viaggiato verso l'Asia meridionale il 4 settembre. I dettagli del volo sono stati recuperati per avviare il tracciamento dei contatti, ma anche in questo caso non sono stati identificati casi secondari in relazione a questo contatto ad alto rischio. Il paziente è stato infine localizzato in Pakistan e le autorità sanitarie l'hanno trasportato in un ospedale pubblico per un rigoroso isolamento e la gestione delle sue comorbilità.
In totale 41 campioni nasofaringei, compresi quelli ripetuti del caso, sono stati raccolti e analizzati in Pakistan e il paziente è risultato positivo, sebbene con bassa carica virale, mentre tutti i contatti sono risultati negativi. Le 2 settimane di monitoraggio si sono concluse, senza altre positività. Il paziente è stato dimesso il 13 settembre dopo aver ricevuto un risultato negativo al test e il controllo successivo ha confermato la piena guarigione.