Il decreto legge con le nuove misure che dovrebbero fermare le aggressioni contro gli operatori sanitari è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale ed è da oggi in vigore. Il decreto aveva ricevuto l'ok dal Consiglio dei ministri del 27 settembre. La norma prevede pene più severe in caso di danneggiamento all'interno degli ospedale e strutture socio-sanitarie: fino a 5 anni di carcere e 10 mila euro di multa, in caso di fatto commesso da più persone la pena è aumentata. E poi c'è l'obbligo di arresto in flagranza differita in caso di aggressione a esercenti la professione sanitaria e danneggiamento di attrezzature destinate all'assistenza sanitaria.
Balzanelli (118): una legge che tutela
L'arresto in flagranza differita "è legge che, finalmente, tutela in modo notevolmente più efficace, rispetto a qualsiasi altra misura legislativa varata in passato, medici, infermieri e tutti gli operatori sanitari e sociosanitari” sottolinea in una nota Mario Balzanelli, presidente nazionale Sistema dell'emergenza territoriale (Sis 118). “Accogliamo questa importante misura legislativa con grande soddisfazione, perché tutti noi che abbiamo scelto di dedicare la nostra vita professionale al servizio del prossimo, in particolare di chi soffre, non ne possiamo davvero più di correre rischi, anche pesantissimi, di andare incontro, per i più svariati motivi, a episodi sempre più frequenti di aggressioni, verbali e fisiche, queste ultime talvolta brutali e potenzialmente vulneranti che, in alcuni casi, hanno determinato anche esiti nefasti, solo perché ci preoccupiamo, e nel nostro caso - quali operatori del Sistema di emergenza territoriale 118 - ci precipitiamo a tutte le ore del giorno e della notte, nel soccorso tempo dipendente alle vittime di qualsivoglia malore o trauma, compiendo - semplicemente - il nostro dovere" aggiunge Balzanelli
"Ringraziamo quindi, sentitamente, la Fnomeo, ed in particolare il suo presidente, Filippo Anelli, per aver pensato e proposto questa 'storica' misura legislativa, e ringraziamo quindi il ministro della Salute, Orazio Schillaci, insieme al Governo, per averla accolta e tradotta, immediatamente, in legge dello Stato - prosegue Balzanelli - Auspichiamo, contestualmente, che tale fondamentale novità legislativa di tutela degli operatori sanitari si accompagni però alla presa di coscienza, da parte del Governo, dell'urgenza storica per cui si rende necessario ed urgentissimo porre basi legislative e normative autorevoli e concrete per un drastico potenziamento, e miglioramento continuo della qualità, intanto percepita, dei servizi pubblici essenziali ad elevato impatto sociale della sanità del Paese, a partire dal Sistema dell'emergenza territoriale 118, perché la documentata crescente esasperazione dei cittadini di fronte alle crescenti severe, pluridecennali e purtroppo irrisolte - quanto mai evidenti e peraltro innumerevoli volte segnalate - criticità trovi, questa volta, il riscontro favorevole di risposte istituzionali di alto profilo, alla pari fondative di nuove e più efficaci garanzie di tutela della salute di ciascuno, come peraltro, si debba incessantemente perseguire fedelmente a quanto sancito, molto chiaramente, dalla Costituzione" conclude.
Psicologi Aupi: dl violenze è passo avanti ma non basta
Il decreto anti-violenze "da solo non è sufficiente" a fermare le aggressioni in corsia". Occorrono "misure di prevenzione" sottolinea dal canto suo il segretario generale nazionale del sindacato degli psicologi Aupi (Associazione italiana psicologi italiani), Ivan Iacob, pur commentando positivamente l'introduzione del decreto come "una risposta immediata all'emergenza", evidenzia, come "oltre a misure legislative", sia necessario "riorganizzare il lavoro nei reparti d'emergenza e pronto soccorso, incentivando la presenza di psicologi in queste strutture".
"È necessario fornire strumenti per la de-escalation e strategie per prevenire l'esacerbarsi dei conflitti'', afferma Iacob, aggiungendo "che è fondamentale restituire alla popolazione il valore di una sanità pubblica composta da professionisti formati". Il decreto proposto dai ministri Orazio Schillaci e Carlo Nordio "rappresenta un importante passo avanti nella tutela di chi opera per la salute dei cittadini. Si tratta di un segnale concreto da parte dello Stato", commenta il segretario dell'Aupi. Ma Iacob suggerisce anche di "guardare all'esperienza degli Stati Uniti, dove da oltre 10 anni si interviene sulle violenze contro il personale sanitario".
Quello delle aggressioni "è fenomeno inaccettabile, che tocca da vicino anche gli psicologi, che si trovano sempre più spesso in situazioni estreme, complici anche i nuovi compiti assegnati ai consultori dalla legge Cartabia, che trasforma il contesto sanitario in un ambiente giuridico. Molte delle violenze e delle minacce sono state probabilmente contenute grazie alla competenza comunicativa dei colleghi", spiega Iacob che, a nome dell'Aupi, offre la disponibilità a "collaborare con lo Stato, le Regioni e le aziende sanitarie per migliorare il rapporto tra cittadini e professionisti sanitari, senza dimenticare la necessità di potenziare gli organici. Il decreto anti-violenze è sicuramente una risposta immediata all'emergenza, ma speriamo che si sviluppi ulteriormente nel prossimo futuro", conclude.