“Alla luce della diffusione di Mpox al di fuori della Repubblica democratica del Congo e del potenziale di ulteriore diffusione internazionale all'interno e all'esterno dell'Africa, ho deciso di convocare un Comitato di emergenza ai sensi del Regolamento sanitario internazionale". L'obiettivo è capire se l'epidemia nel paese africano di Mpox (virus noto come vaiolo delle scimmie, termine poi cambiato) è davvero un'emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale. E' quanto ha affermato il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus. "Il comitato - ha spiegato durante un incontro con la stampa - si riunirà il prima possibile e sarà composto da esperti indipendenti di settori pertinenti" e provenienti da tutto il mondo.
I dati
"Dall'inizio di quest'anno, la Repubblica democratica del Congo (Rdc) ha sperimentato una grave epidemia di Mpox, con oltre 14mila casi segnalati e 511 morti. Da decenni vengono segnalate epidemie di Mpox" in questo paese africano e il loro bilancio "è aumentato costantemente. Tuttavia, il numero di casi censiti nei primi 6 mesi di quest'anno corrisponde al numero di casi segnalati in tutto l'anno scorso. E il virus si è diffuso in province precedentemente non colpite". Non solo: "Nel mese scorso sono stati segnalati circa 50 casi confermati e altri sospetti in 4 Paesi confinanti con la Rdc che non avevano segnalazioni prima: Burundi, Kenya, Ruanda e Uganda", fa il punto il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Il Dg ha spiegato perché gli ultimi sviluppi epidemiologici in Africa preoccupano e ha evidenziato anche i timori legati a un'ulteriore espansione di un ceppo del virus che porta una malattia più grave. Le epidemie di Mpox "sono causate da diversi virus chiamati cladi - ha ricordato il Dg - Il clade 1 circola nella Repubblica democratica del Congo da anni, mentre il clade 2 è stato responsabile dell'epidemia iniziata nel 2022" e diffusasi a livello globale e in Europa. "L'attuale epidemia nella parte orientale della Rdc è causata da un nuovo ramo del clade 1, chiamato clade 1b, che causa una malattia più grave del clade 2. Il clade 1b è stato confermato in Kenya, Ruanda e Uganda, mentre in Burundi è ancora in fase di analisi. Allo stesso tempo, quest'anno sono stati segnalati casi di clade 1a nella Rdc, nella Repubblica Centrafricana e nella Repubblica del Congo, mentre il clade 2 è stato segnalato in Camerun, Costa d'Avorio, Liberia, Nigeria e Sudafrica", elenca il capo dell'Oms. "L'Oms sta lavorando con i Governi dei Paesi colpiti" e con tutte le realtà in campo "per comprendere e affrontare i fattori scatenanti di queste epidemie". Ma, ha avvertito il Dg Tedros, "per fermare la trasmissione sarà necessaria una risposta completa, con le comunità al centro. L'Oms ha raccomandazioni permanenti sull'Mpox, e fra queste c'è il consiglio di non imporre restrizioni di viaggio ai Paesi interessati". L'agenzia Onu per la salute "ha sviluppato un piano di risposta regionale, che richiede 15 milioni di dollari Usa per supportare le attività di sorveglianza, preparazione e risposta. Abbiamo stanziato 1 milione dal Fondo per le emergenze dell'Oms e prevediamo di stanziarne altri nei prossimi giorni".
I vaccini
Quanto ai vaccini, ce ne sono 2 "approvati dalle autorità regolatorie nazionali" che sono "elencati dall'Oms e raccomandati dallo Strategic Advisory Group of Experts (Sage) on Immunization dell'Oms. Ho attivato il processo per l'Emergency Use Listing di entrambi i vaccini, che accelererà l'accesso al vaccino in particolare per i Paesi a basso reddito, che non hanno ancora rilasciato la propria approvazione regolatoria nazionale. L'Emergency Use Listing consente inoltre ai partner, tra cui Gavi e Unicef, di procurarsi vaccini per la distribuzione. L'Oms - ha concluso il Dg - è grata al Giappone, agli Stati Uniti, all'Unione europea e ai produttori per aver collaborato sulle donazioni di vaccini".