L'intelligenza artificiale nell'assistenza sanitaria riesce ad ottenere buoni risultati nei quiz di diagnostica medica, ma ancora commette errori quando le diagnosi le deve spiegare e quando deve illustrare come è arrivata a quella risposta corretta. A mettere alla prova questi modelli ci hanno pensato i National Institutes of Health (Nih) statunitensi, che in uno studio fanno luce sui rischi e sui benefici dell'integrazione dell'Ai nel processo decisionale medico. I risultati sono stati pubblicati su 'Npj Digital Medicine'. Autori dello studio ricercatori della National Library of Medicine (Nlm) dei Nih e della Weill Cornell Medicine, New York City. "L'integrazione dell'intelligenza artificiale nell'assistenza sanitaria è molto promettente come strumento per aiutare i professionisti medici a fare diagnosi più rapidamente, consentendo ai pazienti di iniziare il trattamento prima - commenta il direttore facente funzione della Nlm, Stephen Sherry - Tuttavia, come dimostra questo studio, l'intelligenza artificiale non è ancora abbastanza avanzata da sostituire l'esperienza umana, che è fondamentale per una diagnosi accurata".