«La ‘maneggevolezza’ è un parametro fondamentale nella terapia insulinica per le persone con diabete». Lo afferma Concetta Irace, professore ordinario di Scienze tecniche mediche e chirurgiche avanzate al Dipartimento di Scienze della salute presso l'Università degli studi Magna Graecia di Catanzaro, condividendo le sue riflessioni sulla terapia insulinica. «Si tratta di facilità e praticità nella gestione della propria terapia, sempre con l’obiettivo di migliorare la qualità di vita e il compenso glicemico».
Secondo la prof.ssa Irace, la quotidianità del paziente non dovrebbe essere intaccata dalla gestione della terapia insulinica. «Quando parliamo di ‘maneggevolezza’, ci riferiamo a vari elementi. Per esempio, la frequenza delle iniezioni giornaliere: ridurre il numero delle iniezioni può già portare un beneficio. Anche la tipologia del dispositivo è importante: più è semplice da utilizzare e da portare con sé, più risponde alle esigenze del paziente».
Un altro aspetto rilevante è la flessibilità. «Per troppo tempo, l’insulina è stata vista come una terapia rigida, con momenti precisi della giornata dedicati all’iniezione. Oggi, grazie all’evoluzione farmaceutica, abbiamo insuline che offrono un’estrema flessibilità per quanto riguarda la tempistica di somministrazione, liberando il paziente da orari e attività specifiche quotidiane» sottolinea la prof.ssa Irace.
«Recentemente è stata approvata dall'Agenzia europea del farmaco un’insulina molto innovativa, soprattutto dal punto di vista della maneggevolezza» prosegue. «Si tratta di un’insulina basale, che avremo a breve anche in Italia, che può essere somministrata una volta a settimana, il che è un grandissimo risultato e un beneficio enorme per i pazienti i quali – con un'insulina che non viene iniettata ogni giorno, ma una volta a settimana - vedranno una riduzione del carico della gestione della terapia insulinica nella loro quotidianità» conclude la prof.ssa Irace.