Professione medica
Medici ospedalieri
17/07/2024

Trattamento di fine rapporto ritardato per i medici ospedalieri, ecco quali sono i tempi e come intervenire

Nei giorni scorsi è avvenuta una importante saldatura. Sette confederazioni hanno lanciato una petizione per porre fine alla dilazione dei trattamenti di fine servizio e di fine rapporto dei dipendenti pubblici

pensione-stetoscopio-salute

Fino a sette anni. Tanto possono dover attendere un medico ospedaliero, un infermiere, un professionista sanitario per ottenere il bonifico del trattamento di fine rapporto. Molto più che nel privato. Una disparità rispetto al privato. Che si aggiunge a una seconda peculiarità della Pubblica amministrazione, rendendo l’insieme insopportabile: da sempre, il pubblico dipendente paga una sorta di premio mensile per costruire, stipendio dopo stipendio la sua “liquidazione”. Da tempo i sindacati del settore pubblico sollevano il problema. Nei giorni scorsi è avvenuta una importante saldatura. Sette confederazioni – i sindacati autonomi della dirigenza di Cosmed e Codirp, con Cgil e Uil più Cgis e Cse – hanno lanciato una petizione a Governo e a Parlamento per porre fine alla dilazione dei trattamenti di fine servizio (Tfs) e di fine rapporto (Tfr) dei dipendenti pubblici. “È ora che il legislatore intervenga con urgenza per porre fine a questo sequestro illegittimo”. La petizione su change.org è avviata su una media di 5 mila firme al giorno.

Il trattamento di fine rapporto sorge in origine per finanziare il periodo “grigio” intercorrente fra il l’ultimo giorno di lavoro e l’erogazione del primo assegno pensionistico. Dovendo sostituire l’assegno di quiescenza, spesso dilazionato da elaborati e lunghi conteggi, non andrebbe ritardato più di tanto. Oggi il lavoratore privato riceve il suo Tfr in due mesi e può persino chiedere anticipi prima di pensionarsi. Il pubblico dipendente che va in pensione subisce invece ritardi pesanti. Per legge, il pagamento del Tfr/Tfs dovrebbe arrivare entro 105 giorni dal pensionamento, ma nel pubblico slitta di un anno e si arriva ad un anno e tre mesi, per un versamento che giunge in unica soluzione solo se l’ammontare della liquidazione è pari o inferiore a 50 mila euro. Ma già se l’importo è fra 50 e 100 mila euro, la liquidazione è frazionata in rate e tutto quello che supera i 50 mila euro arriva l’anno dopo. Oltre i 100 mila euro, si aspettano tre anni per avere tutta la cifra. C’è poi il caso di chi va via con “quota 100” pensionandosi a 62 anni: qui il diritto alla liquidazione scatta quando si compie l’età pensionabile, cioè a 67 anni, perciò si devono attendere 5 anni come minimo. In realtà, i ritardi possono arrivare fino a sette anni.

“Soprattutto in un periodo di alta inflazione – sottolineano i firmatari dell’appello – ogni dilazione erode nel tempo il potere d'acquisto di queste liquidazioni, aggiungendo un ulteriore danno al già inammissibile ritardo nell’erogazione delle stesse”. «L’iniziativa congiunta della petizione nasce dal fatto che si è creata nella dipendenza pubblica una consapevolezza ampia e condivisa su una serie di disparità di trattamento verso i lavoratori del pubblico e tra categorie di lavoratori pubblici. Uniti possiamo parlare con una voce sola ai tavoli istituzionali», spiega Tiziana Cignarelli Segretario generale Codirp. «Siamo una categoria “trasparente” come busta paga, che sostiene per intero la sua parte in termini di oneri collettivi, ma che è spesso nel mirino di politiche restrittive. Un esempio per tutti: i tagli al coefficiente di trasformazione dei contributi pensionistici versati prima del 1996, stabiliti nell’ultima Finanziaria». Tagli sul reddito che non sono più tollerabili. «Quanto per ragioni di contenimento della spesa pubblica non viene incamerato da lavoratori e lavoratrici, rispetto ad una pensione che avevano messo in preventivo, diventa – a fronte del crescere del costo della vita – oltre che un problema per quei cittadini, un fattore di dissuasione per un giovane che volesse diventare insegnante, medico ospedaliero, infermiere, militare», spiega Cignarelli. Al momento ci sono due progetti di legge per intervenire sulle disparità in tema di accantonamento e di versamento del Tfr nel pubblico. Ma il Ministero dell’Economia ha posto una sorta di veto: intervenire sarebbe costoso, forse incompatibile con il patto di stabilità europeo.

Sulla disparità nell’accantonamento è intervenuta la Corte Costituzionale due volte. I dipendenti pubblici avevano in passato l’indennità premio di servizio cui contribuivano con una sorta di premio assicurativo. Poi per gli assunti a tempo indeterminato dal 2001 si è passati al Tfr mentre per chi –più “anziano”- vi era indirizzato, l’Ips si è trasformata in Tfs. Invariabilmente, tutt’e due gli istituti subiscono oggi la trattenuta inesistente nel privato. Nel 2018 con sentenza 213 la Consulta ha legittimato tale trattenuta osservando che serve una continuità non solo tra Ips e Tfs ma anche tra Ips e Tfr, senza disparità tra nuovi e vecchi assunti. Nel 2023 però con la sentenza 130/2023 ha dichiarato la trattenuta del Tfs in contrasto con il principio della giusta retribuzione sancito dall'articolo 36 della Costituzione. Una sorta di monito per il legislatore, fin qui inascoltato. Le sette confederazioni invitano oggi non solo i dipendenti pubblici ma tutti i cittadini a firmare la petizione e ad una mobilitazione decisa. «Il problema riguarda tutto il paese, tutti i lavoratori», spiega Cignarelli. «Se si pensa che l’80% dei tributi reclamati dal Fisco non vengono pagati, e che ad entrate deludenti per lo Stato i governi rispondono da anni restringendo il potere d’acquisto dei lavoratori che le tasse le pagano, tra cui i pubblici dipendenti, l’indignazione è grande. Sia da parte di chiunque da sempre sostiene le entrate statali, con crescente fatica, sia da parte dei giovani, tutti, che constatano prospettive economiche e di vita sempre peggiori e non vedono messo in atto alcun meccanismo di solidarietà intergenerazionale».

Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui
nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra Newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
Un’analisi pubblicata da Domani ricostruisce i principali temi che alimentano il confronto tra Ministero, Regioni e medici di famiglia sul futuro della medicina generale
Dopo la manifestazione davanti al ministero della Salute, una delegazione dello Smi è stata ricevuta dal Capo di Gabinetto. Previsto un nuovo incontro la prossima settimana
Il sindacato accoglie la pubblicazione dei bandi regionali per il corso 2026-2029 ma segnala ritardi e rischio di scarsa partecipazione
Al 40° Congresso nazionale SIGOT il punto sul bisogno crescente di cure palliative nell’anziano fragile. “Accesso ancora insufficiente e disomogeneo”

Resta aggiornato con noi!
La tua risorsa per news mediche, riferimenti clinici e formazione.

I più letti della settimana
ANNUNCI
Offro lavoro | Marche
Medico Odontoiatra ospedaliero offre consulenze per la branca di Chirurgia orale

EVENTI
Al via la 2° edizione Milan Longevity Summit, un laboratorio urbano per una vita più lunga e in salute
Edra S.p.A sarà media partner della seconda edizione del Milan Longevity Summit che si svolgerà a Milano dal 21 al...

AZIENDE
Eurosets presenta Landing Advance
Immagine in evidenza Eurosets presenta Landing Advance, un sistema completo e intuitivo che apre nuove frontiere nel campo del monitoraggio multiparametrico in cardiochirurgia...

Libreria
Il manuale è stato scritto per colmare una...
La radiologia senologica incarna un ramo dell'imaging di...
Negli ultimi anni, i progressi scientifici e clinici...
Questo manuale offre una panoramica aggiornata sul ruolo...
Questo testo vuole aiutare a comprendere la legge...
Corsi
Algoritmi di medicina di emergenza per le professioni sanitarie

Gli algoritmi relativi alla medicina di emergenza rappresentano una risorsa fondamentale per i professionisti sanitari che, ciascuno nel proprio ambito...


L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE NELLA GESTIONE DELLE MALATTIE INFETTIVE

L’impatto dell’Intelligenza Artificiale (AI) e dei Big Data nel settore sanitario è innegabile. L’AI sta rivoluzionando la scoperta di farmaci, la...


Social media in medicina. Al via nuovo corso di formazione Fad

Edra, sempre attenta a garantire una formazione completa e adeguata alle esigenze del sistema salute, ha progettato il nuovo corso...


Progettare la cura con la medicina narrativa. Strumenti per un uso quotidiano

Introdurre la Medicina Narrativa nella progettazione dei percorsi di cura. Integrare la narrazione nel sistema cura e nel sistema persona...