L’Istituto Europeo di Oncologia e sostenuto dalla Fondazione Veronesi, sta reclutando 234 pazienti di più di 50 anni con tumore mammario di piccole dimensioni a basso rischio per avviare lo studio clinico PRECISE al fine di confrontare il risultato oncologico dato dalla chirurgia e dalla crioablazione.
La crioablazione è una tecnica consolidata che usa temperature molto basse per distruggere i tessuti e può essere eseguita con un approccio percutaneo con la semplice anestesia locale. Molti studi hanno già confermato la capacità di questa tecnica di ottenere un controllo locale paragonabile alla chirurgia, offrendo un miglior risultato cosmetico, minori complicanze e costi estremamente contenuti.
Le pazienti candidabili alla crioablazione saranno inserite nel percorso terapeutico standard con radioterapia e chemioterapia adiuvante se necessaria ma la rimozione del tumore avverrà senza tagli chirurgici, permettendo alle pazienti di tornare a casa il giorno stesso del trattamento senza cicatrici né protesi.
“Le tecniche percutanee di radiologia interventistica per il tumore del seno, rappresentate soprattutto dalla crioablazione, sono oggi in grado di aprire nuove prospettive concrete di trattamento conservativo. Per curare in modo conservativo sono infatti necessarie due condizioni: una diagnosi precocissima e strumenti minivasivi capaci di cogliere il vantaggio di intercettare un tumore estremamente piccolo. La tecnica della crioablazione è uno di questi strumenti ed è sicuramente fra i più innovativi. Con questo primo studio italiano vogliamo dimostrare che l’uso della crioablazione percutanea nel trattamento del carcinoma mammario a basso rischio non è inferiore rispetto alla chirurgia. L’ipotesi scientifica è che la crioablazione in casi selezionati sia la giusta alternativa all’approccio chirurgico perché, a parità di efficacia, assicura alla paziente una migliore qualità di vita (ridotta morbidità, non necessità di anestesia generale, migliori risultati cosmetici) e un conseguente minor impatto psicologico così come un miglior rapporto costo/beneficio,” ha detto Franco Orsi, Direttore della Radiologia Interventistica IEO.
“Negli ultimi 40 anni, tuttavia, l’impegno di tutti i senologi del mondo e in prima linea qui all’Istituto Europeo di Oncologia si è concentrato nel ridurre al minimo l’invasività dell’atto chirurgico per ottenere il minore impatto possibile sulla vita della donna a parità di sicurezza oncologica. I trattamenti percutanei come la crioablazione vanno esattamente in questa direzione e il nostro obiettivo è inserirli nella nostra offerta di cura del tumore del seno” ha concluso Paolo Veronesi, Direttore del Programma Senologia dell’Istituto Europeo di Oncologia e Presidente della Fondazione Veronesi.