Potenziare la rete diabetologica, garantire l’equo accesso alle cure su tutto il territorio nazionale, investire in prevenzione e diagnosi precoce, sviluppare la digitalizzazione. Queste le richieste presentate al ministero della Salute, al Parlamento e alle Regioni da parte di 25 società scientifiche e associazioni pazienti. Dopo aver promosso gli Stati Generali sul Diabete, lo scorso 14 marzo, alla presenza del Ministro della Salute, di rappresentanti dell’ISS e di AGENAS, FeSDI, Roma Tor Vergata e Intergruppo mettono nero su bianco le priorità emerse durante il summit. “Gli Stati Generali sul Diabete hanno segnato una tappa cruciale per la gestione della cronicità nel nostro Paese”, commenta Riccardo Candido, Presidente FeSDI e AMD. “Un confronto intenso tra tutti gli stakeholder del sistema, suggellato dalla firma di un documento che ha indicato chiaramente la direzione da seguire. L’auspicio è che ora seguano atti concreti, il sostegno legislativo e finanziario per una rinnovata politica sul diabete”.
Le richieste presenti nel documento programmatico sono: Una rete endocrino-diabetologica più forte con adeguate risorse e personale per estendere il modello dei team multiprofessionali di medici, infermieri, dietisti, psicologi e podologi sul territorio nazionale. Un accesso davvero equo e uniforme alle cure in tutto il Paese, al di là della Regione di residenza, della condizione sociale, economica e anagrafica. Maggiori investimenti su prevenzione e diagnosi precoce di tutte le malattie non trasmissibili e in particolare del diabete. Sono necessarie nuove e più impattanti campagne di informazione ai cittadini per la promozione dei corretti stili di vita, nonché ampie iniziative per lo screening. La concreta digitalizzazione del sistema sanitario, venendo incontro alle esigenze degli utenti. Teleconsulti, teleassistenza, educazione terapeutica via web, condivisione di dati clinici sono strumenti che possono contribuire a migliorare la qualità dell’assistenza, aumentandone prossimità e capillarità, e favorendo il continuo dialogo medico-paziente. “La condivisione delle migliori pratiche e delle esperienze tra diversi attori del settore può portare a soluzioni innovative e all'ottimizzazione delle risorse disponibili, migliorando complessivamente l'assistenza e la qualità della vita delle persone con diabete”, dichiara Angelo Avogaro, Presidente SID e past president FeSDI.
"Questo documento, che nasce da una giornata di confronto, vuole puntualizzare le criticità presenti oggi nella gestione clinica e sociale della sindrome diabete e offrire spunti di riflessione a chi ha in mano l'agenda politico-economica della sanità. È parte di uno sforzo che il nostro Ateneo porta avanti da molti anni sul tema diabete, che è centrale per la sanità pubblica sia come malattia sia come modello gestionale per le patologie croniche non trasmissibili", dichiara Massimo Federici prorettore alla Ricerca dell’università di Roma Tor Vergata e coordinatore del Comitato tecnico-scientifico degli Stati Generali sul Diabete. “L’alleanza fra mondo scientifico, istituzioni e pazienti è determinante nel contrasto a questa pandemia, e come Intergruppo parlamentare siamo fortemente impegnati in questo lavoro, anche attraverso l’impulso legislativo, con l’obiettivo di mettere questo tema al centro dell’agenda politica”, dichiara Daniela Sbrollini, Presidente Intergruppo Parlamentare Obesità, diabete e malattie croniche non trasmissibili e Vicepresidente della X Commissione Affari sociali, sanità, lavoro e previdenza sociale del Senato. “Come l’obesità, il diabete comporta gravi ripercussioni sulla qualità della vita di chi ne è affetto, e dei suoi famigliari, oltre che un impatto importante sull’economia del Paese, con costi diretti, sociali, economici e clinici e costi indiretti legati alla perdita di produttività”, dichiara Roberto Pella, Presidente Intergruppo Parlamentare Obesità, diabete e malattie croniche non trasmissibili e Vicepresidente Vicario di ANCI. “Il lavoro svolto negli Stati Generali sul Diabete è un passo fondamentale per mettere il tema al centro dell’agenda istituzionale secondo un approccio olistico e multisettoriale, volto a garantire alle persone con diabete gli stessi diritti delle persone sane, portando avanti un’alleanza tra tutti i soggetti coinvolti e promuovendo a tutti i livelli di governo la cultura dei sani stili di vita e della prevenzione”.